Cassazione Civile, Sentenza n. 31400/2025 del 02/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Giuseppe Milazzo aveva chiesto la declaratoria del proprio diritto di usufrutto su un compendio immobiliare di Campobello di Licata e la restituzione degli immobili e dei frutti; le convenute (la società e la figlia Giuseppa Rita) avevano eccepito la prescrizione ventennale per non uso e proposto domanda riconvenzionale per il rimborso di interessi spesi per accessioni e delle imposte ovvero, in subordine, la compensazione dei crediti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle ricorrenti. Ha confermato che: a) la probatio diabolica propria dell'azione di rivendicazione non si applica all'azione diretta ad accertare l'usufrutto; b) l'atto notarile del 31/07/1986 prova la costituzione dell'usufrutto per "volontà dell'uomo" e assolve l'onere probatorio dell'attore; c) non è intervenuta l'estinzione per non uso ventennale alla luce degli atti e comportamenti documentati (uso di locali, accessi, ipoteca costituita sull'usufrutto); d) i frutti spettano all'usufruttuario per il quinquennio precedente al 30/06/2016; e) gli interessi sulle somme impiegate per le accessioni sono obbligazioni pecuniarie periodiche soggette al termine quinquennale di prescrizione ex art. 2948 n.4 c.c.; f) l'eccezione di compensazione non è stata adeguatamente dedotta e provata. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e le ricorrenti condannate alle spese processuali.
Norme richiamate
L'azione di rivendicazione tutela la proprietà piena ed esclusiva; il regime probatorio aggravato ("probatio diabolica") è giustificato per la proprietà e non si estende automaticamente ai diritti reali di godimento come l'usufrutto.
L'usufrutto può costituirsi per volontà delle parti; per beni immobili la prova contrattuale dell'usufrutto richiede forma scritta (atto pubblico o scrittura privata autenticata).
Gli interessi sulle somme impiegate per accessioni maturano sulle singole somme e costituiscono obbligazioni pecuniarie periodiche; la Corte li ha qualificati tali ai fini della prescrizione quinquennale.
L'usufruttuario ha diritto ai frutti naturali e civili fino all'estinzione del diritto; la mancata percezione dei frutti deve essere provata dal nudo proprietario per ottenere il ristoro.
Stabilisce il termine quinquennale per la prescrizione di alcune obbligazioni; la Corte ha ritenuto applicabile il termine quinquennale agli interessi di cui all'art. 983 c.c.
Il meccanismo della compensazione richiede l'effettuazione dell'eccezione di compensazione in modo specifico; se non dedotta/espressa nel giudizio non si può darne atto d'ufficio.
La Cassazione richiama i limiti del sindacato sul travisamento della prova: per censurare la valutazione probatoria occorre dimostrare che il giudice abbia fondato la decisione su prove inesistenti o abbia erroneamente desunto elementi oggettivi che non emergono dal materiale probatorio.
Definisce i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha valutato i sei motivi proposti nei limiti delle norme di ammissibilità e di specificità richieste.
art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 e art. 111 Cost.
La Corte ricorda che il sindacato della motivazione in Cassazione è oggi limitato alla verifica del 'minimo costituzionale' (motivazione totalmente mancante o apparente, o affermazioni inconciliabili); nel caso la motivazione è stata ritenuta sufficiente.
Atto notarile del 31/07/1986 ("Vendita di nuda proprietà con riserva di usufrutto")
"...riservando per sé stesso, sua vita natural durante, con dispensa dal fare inventario e prestare cauzione, lo usufrutto, vende e trasferisce alla signora Muratore Giuseppa... la nuda proprietà..."
Il documento è stato ritenuto prova scritta idonea a dimostrare la costituzione dell'usufrutto a favore di Milazzo Giuseppe e dunque a soddisfare l'onere probatorio dell'attore.
Massime di principio
- L'azione di rivendicazione (art. 948 c.c.) e il relativo onere probatorio particolarmente gravoso si riferiscono alla proprietà piena; per i diritti reali di godimento (come l'usufrutto) l'onere probatorio è diverso e può essere assolto con la prova scritta di volontà negoziale.
- Per la costituzione di un usufrutto su beni immobili è sufficiente la prova della "volontà dell'uomo" mediante titolo scritto (atto pubblico o altro atto scritto), che integra l'onere probatorio dell'attore.
- La prescrizione per non uso dell'usufrutto (estinzione per inoperosità) può essere esclusa dalla ricorrenza di atti, comportamenti o atti formali (es. costituzione di ipoteca sull'usufrutto, uso continuato di locali, accessi) che dimostrino l'estrinsecazione del diritto.
- I frutti spettano all'usufruttuario fino alla concreta estinzione del diritto; la mancata percezione dei frutti deve essere provata dal nudo proprietario per ottenere crediti risarcitori.
- Gli interessi dovuti per somme impiegate per accessioni, qualificati come obbligazioni pecuniarie periodiche, sono soggetti al termine quinquennale di prescrizione ex art. 2948 n.4 c.c.; pertanto è cruciale verificare la natura dell'obbligazione per definire il termine prescrizionale applicabile.
- L'eccezione di compensazione è un'eccezione in senso stretto che deve essere formulata e documentata in giudizio: se non è stata dedotta espressamente non può essere ritenuta dal giudice d'ufficio in sede di legittimità.
- In Cassazione non è consentito un riesame dei fatti e della valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito: le censure su valutazioni probatorie devono dimostrare un errore di ricognizione oggettiva delle prove e non una diversa valutazione del convincimento.
- La motivazione della sentenza di merito è sindacabile in cassazione solo nei limiti del rispetto del 'minimo costituzionale' (art. 111 Cost.); critiche generiche o alternative interpretative non sono sufficienti per ottenere l'annullamento.
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