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Sentenza

Sentenza n. 16729/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari a) del diniego di rilascio del Visto per motivi di Tirocinio (formazione professionale), prot. -OMISSIS- del giorno 08.07.2025 e notificato il giorno 15.07.2025, con il quale il Consolato Generale d'Italia a Casablanca (Marocco) ha respinto la domanda di visto di ingresso nel territorio dello Stato presentata dal ricorrente; b) di ogni altro atto connesso, presupposto o consequenziale, anche di esecuzione.

Giustizia amministrativa202512121

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del Consolato Generale d’Italia a Casablanca del visto d’ingresso per motivi di tirocinio formativo, notificato il 15 luglio 2025

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego dell’8 luglio 2025 del visto richiesto per svolgere in Italia un tirocinio formativo, con funzioni di tecnico-saldatore, presso una società italiana. Il testo non specifica i singoli vizi di legittimità dedotti. In seguito all’accoglimento della domanda cautelare, l’Amministrazione ha rilasciato il visto; entrambe le parti hanno quindi chiesto la cessazione della materia del contendere, mentre hanno assunto posizioni diverse sulle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il rilascio sopravvenuto del visto ha soddisfatto integralmente la pretesa. Ha posto le spese a carico dell’Amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale: il visto è stato rilasciato soltanto dopo l’ordinanza cautelare propulsiva, adottata sulla base di una valutazione favorevole delle ragioni del ricorrente. Le spese sono state liquidate in euro 1.500,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, ove versato.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    sussistano i presupposti per definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., dichiarando la cessazione della materia del contendere ex art. 34, comma 5, c.p.a., in quanto il sopravvenuto rilascio del visto ha determinato il pieno soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio;

    La sopravvenuta soddisfazione integrale della pretesa azionata, determinata dal rilascio del visto richiesto, giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 60 c.p.a.

    sussistano i presupposti per definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., dichiarando la cessazione della materia del contendere ex art. 34, comma 5, c.p.a., in quanto il sopravvenuto rilascio del visto ha determinato il pieno soddisfacimento della pretesa fatta valere in giudizio;

    La controversia può essere definita con sentenza in forma semplificata quando ricorrono i presupposti dell’art. 60 c.p.a.; nel caso concreto tale forma è stata impiegata per dichiarare la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Il rilascio sopravvenuto del provvedimento richiesto, quando soddisfa integralmente la pretesa fatta valere in giudizio, comporta la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Ai fini della regolazione delle spese in caso di cessazione della materia del contendere, il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale; è rilevante che l’Amministrazione abbia soddisfatto la pretesa solo dopo un’ordinanza cautelare propulsiva fondata su una valutazione favorevole delle ragioni del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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