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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18858/2026 del 25/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero ha impugnato la sentenza di assoluzione resa dal Tribunale di Torre Annunziata per il delitto previsto dall'art. 640, comma 2, n.2-ter c.p., sostenendo violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione. Il PM ha contestato l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. ritenuta dal Tribunale quale una "depinalizzazione" discrezionale e ha dedotto che l'offesa non fosse di particolare tenuità, rilevando inoltre che l'imputato non era mai comparso in processo, non aveva restituito il profitto e non aveva tenuto comportamenti riparatori.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'art. 131-bis c.p. si riferisca alla valutazione storico-contenutistica della condotta e del suo disvalore complessivo, valutazione che si fonda su elementi di fatto relativi alle modalità della condotta, all'esiguità del danno e alla non abitualità. Tali valutazioni sono di merito e non soggette a sindacato in sede di legittimità salvo vizi di diritto. Il Tribunale aveva motivato richiamando esiguità del danno e occasionalità della condotta; la Corte ha concluso che il ricorso si limita a una diversa lettura del materiale probatorio, operazione non consentita in Cassazione, e pertanto ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 640, comma 2, n.2-ter c.p.

    Norma che disciplina la fattispecie di truffa aggravata contestata all'imputato; qui è il reato di cui si discute l'applicabilità della non punibilità per particolare tenuità ai sensi dell'art. 131-bis.

  • art. 131-bis c.p.

    Interpretato come norma che consente al giudice di valutare, in base alla concreta e unica situazione fattuale, se la condotta abbia rilevo penale per "particolare tenuità": occorre valutare le modalità della condotta, l'esiguità del danno o del pericolo e la non abitualità; il giudice deve motivare tali elementi. Tale valutazione è di merito e non rivedibile in Cassazione salvo errori di diritto.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato come criterio per valutare la particolare gravità del fatto in relazione alle modalità della condotta; il Tribunale deve escludere una particolare gravità per poter applicare l'art. 131-bis.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150 (art. 1, comma 1, modifiche a art. 131-bis)

    Richiamato per indicare che le modifiche normative non hanno cambiato la natura della valutazione richiesta dall'art. 131-bis, che resta una valutazione storico-concreta del disvalore della condotta.

Massime di principio

  • L'art. 131-bis c.p. va interpretato come una valutazione complessiva, storica e concreta della condotta: non si giudica la conformità al tipo ma l'entità del disvalore e l'esiguità del danno nel singolo caso.
  • La decisione di non punibilità per particolare tenuità comporta la valutazione di due elementi principali: l'esiguità del danno/ pericolo e l'assenza di particolare gravità nelle modalità della condotta; il giudice deve motivare entrambi.
  • Le valutazioni di fatto (es. esiguità del danno, occasionalità, modalità della condotta) sono valutazioni di merito e, salvo vizi di diritto, non sono sindacabili in sede di Cassazione.
  • La mera circostanza che l'imputato non abbia restituito il profitto o non si sia fatto vedere in dibattimento non esclude automaticamente l'applicazione dell'art. 131-bis; occorre una valutazione complessiva e motivata.
  • In impugnazione, il PM che contesta l'applicazione di 131-bis deve far emergere un vizio di diritto o una specifica illogicità/mancanza di motivazione, non limitarsi a chiedere una diversa valutazione degli elementi di fatto.
  • Per situazioni analoghe è essenziale che la decisione del giudice di merito contenga una motivazione chiara sui due elementi richiesti (esiguità del danno e mancanza di particolare gravità) per renderla resistente a censure di diritto.

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