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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32201/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza relativo alla richiesta del pubblico ministero di applicazione dell'indulto nei confronti di Annamaria Ivana Spaccaferro. Il Tribunale (G.I.P.), con ordinanza 26/11/2021, aveva declinato la competenza e trasmesso gli atti alla Corte d'appello, ritenendo che la sentenza divenuta irrevocabile per ultima fosse quella della Corte d'appello del 16/05/2013. La Corte d'appello, con ordinanza 21/12/2021, ha sollevato conflitto negativo sostenendo che in realtà la sentenza diventata irrevocabile per ultima fosse quella del Tribunale del 14/09/2016 (modificata solo in punto di pene accessorie dalla sentenza della Corte d'appello del 06/06/2019), per cui il giudice competente sarebbe il Tribunale.

La decisione

Il giudice ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro (G.I.P.). Dalla lettura del certificato penale è risultato che la sentenza irrevocabile per ultima è quella del Tribunale del 14/09/2016, modificata solo in punto di pene accessorie dalla Corte d'appello del 06/06/2019 (irrevocabile 30/03/2021). In base all'art. 666, commi 1 e 2, cod. proc. pen., quando l'appello ha confermato o riformato la sentenza soltanto in relazione alla pena o alle misure accessorie, la competenza per l'esecuzione spetta al giudice di primo grado; pertanto è stato enunciato il principio di diritto che, se la Corte d'appello ha modificato la sentenza di primo grado solo in relazione alla pena accessoria, competente a decidere sull'incidente di esecuzione è il giudice di primo grado. Gli atti sono stati inviati al G.I.P. del Tribunale di Catanzaro.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen. / art. 30 cod. proc. pen.

    Disposizioni sul conflitto di attribuzione di giurisdizione: la Corte ha proceduto alla soluzione del conflitto ai sensi di tali norme, accertando quale fosse il giudice realmente competente sulla base delle risultanze processuali

  • art. 666 cod. proc. pen.

    "1. Salvo diversa disposizione di legge, competente a conoscere dell'esecuzione di un provvedimento è il giudice che lo ha deliberato. 2. Quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado; altrimenti è competente il giudice di appello."

    Applicato nel senso che, se l'appello ha confermato o riformato la sentenza soltanto quanto alla pena (o pene accessorie), la competenza per le questioni di esecuzione spetta al giudice di primo grado (G.I.P.); viceversa, se la riforma riguarda anche altri profili sostanziali, la competenza è del giudice d'appello

  • Precedente giurisprudenziale: Sez. 1, Sentenza n. 40888 del 06/10/2015 (PG in proc. Tarasco, Rv. 264797)

    Citata a supporto dell'interpretazione consolidata secondo cui la modifica in punto di pena da parte della Corte non sposta la competenza sull'organo d'appello quando la riforma riguarda soltanto la pena

Massime di principio

  • Per determinare la competenza in materia di esecuzione (es. applicazione dell'indulto) occorre individuare quale sentenza sia divenuta irrevocabile per ultima: la competenza segue il giudice che ha emesso tale provvedimento salvo diversa disposizione di legge
  • Se la sentenza di primo grado è stata confermata o riformata in appello soltanto in relazione alla pena o alle pene accessorie, la competenza per le questioni di esecuzione spetta al giudice di primo grado (G.I.P.), ai sensi dell'art. 666 c.p.p.
  • Se l'appello ha invece modificato la sentenza su profili diversi dalla pena (misure di sicurezza, disposizioni civili o questioni di merito), la competenza per l'esecuzione spetta al giudice d'appello
  • In caso di varianti nella denominazione anagrafica del condannato (es. "Anna Maria" vs "Annamaria"), è necessario verificare la corrispondenza tramite il certificato penale e le pronunce presenti per evitare errori nell'individuazione della sentenza irrevocabile
  • Quando sorge un contrasto tra organi (conflitto di attribuzione), applicare gli artt. 28 e 30 c.p.p. e, se necessario, ricorrere alla Corte per la soluzione accertando lo stato di irrevocabilità delle sentenze interessate

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