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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17197/2024 del 24/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di revisione della condanna per furto con violazione di domicilio e falsa attribuzione di qualita' di carabiniere, relativa ai fatti del 25 febbraio 2012 in Milano in danno di Ernesto Cassola e Enrica Corsini. Il ricorrente ha prodotto come prova nuova un documento di trasporto della ditta De Nittis Michele & C datato 25/02/2012, dal quale risulterebbe che alle ore 9:03 Bresciani era ad Asti (viale Pilone 180) avendo sottoscritto il documento, incompatibile con la presenza a Milano alle ore 10:00 quando sarebbe stato commesso il furto. La Corte di appello aveva rigettato la revisione ritenendo il documento poco probatorio (assenza di registri contabili, possibilita' che la firma fosse apposta in altro momento, discrepanze tra copie del documento). Il ricorrente ha censurato il mancato esame adeguato del novum, la mancata escussione di testi (gli estensori/consegnatari del documento e convivente), e violazioni del principio del dubbio ragionevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso; ha ritenuto che la Corte di appello non abbia valutato compiutamente il documento di trasporto come prova nuova, abbia formulato congetture non supportate da dati oggettivi (es. sostenere che la firma potrebbe essere stata apposta in altro momento) e non abbia adeguatamente confrontato il novum con le prove pregresse. La Cassazione ha inoltre rilevato l'omessa assunzione di prove che avrebbero potuto accertare la veridicita' del documento (testimonianze dei trasportatori) e l'obbligo, nella fase rescissoria, di motivare in modo logico e completo l'inidoneita' della prova nuova a scalfire il giudizio di condanna. Per questi motivi la sentenza impugnata e' stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Brescia.

Norme richiamate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    presente nel testo della sentenza impugnata

    richiamato nel principio che il giudice puo' pronunciare condanna solo quando la colpevolezza risulta al di la' di ogni ragionevole dubbio; la cassazione sottolinea che il giudice della revisione deve valutare se la prova nuova puo' incidere su tale certezza e motivare compiutamente il suo giudizio

  • Principi giurisprudenziali sulla revisione (Cass. Sez. 5, n. 43565/2019 e Sez. 2, n. 34773/2018 cit.)

    richiamati nella decisione (massime giurisprudenziali menzionate)

    la Corte ricorda che nella fase rescissoria il giudice deve fornire adeguata giustificazione logica dell'esame delle risultanze e, in caso di rigetto, indicare perche' le prove nuove sono inidonee a incrinare il quadro probatorio; la richiesta puo' essere dichiarata comunque inammissibile ma se si procede al dibattimento occorre un esame serio e non meramente cartolare o congetturale del novum

Massime di principio

  • Una prova nuova che fornisca un alibi deve essere valutata non con congetture ma con accertamenti concreti: se vi sono discrepanze o dubbi sulla genuinita' del documento, il giudice deve assumere le testimonianze o gli accertamenti necessari prima di rigettare la revisione
  • Nella fase rescissoria della revisione il giudice e' tenuto a motivare in modo compiuto e logico perche' il novum non e' idoneo a sovvertire la condanna; non e' sufficiente affermare genericamente l'inidoneita' senza confronto con le prove pregresse
  • Non e' corretto trattare documenti diversi (ad es. documento di trasporto vs fattura) con ipotesi non fondate: la qualifica e la natura del documento influiscono sulla valutazione della datazione e della correlazione temporale
  • Se la prova nuova appare potenzialmente decisiva, il giudice deve esaminare la sua incidenza concreta sul quadro probatorio (es. sul riconoscimento da parte della persona offesa) piuttosto che liquidarla come inidonea per mere supposizioni
  • La mancata escussione di testi chiave che possono chiarire l'origine e la circostanza di un documento puo' costituire vizio tale da rendere necessario l'annullamento e il rinvio per un nuovo giudizio

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