Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25515/2026 del 08/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Nel giudizio di esecuzione il Tribunale aveva revocato un ordine di demolizione originariamente disposto con sentenza del 1995 nei confronti di un soggetto indicato negli atti come responsabile dell'abuso edilizio. Il pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza deducendo, con un unico motivo, la violazione degli artt. 31, comma 3, d.P.R. n. 380 del 2001 e 7 l. n. 47 del 1985. Secondo il ricorrente, il Tribunale aveva erroneamente considerato illegittimi i permessi in sanatoria, poiché rilasciati a favore di un richiedente che, al momento dell'istanza, non sarebbe più stato proprietario dell'immobile, essendosi già verificata l'automatica acquisizione al patrimonio comunale per effetto dell'inottemperanza all'ingiunzione a demolire. Il ricorrente contestava anche l'affermazione del Tribunale circa l'assenza di valida notifica dell'ingiunzione di demolizione, sostenendo che la relata fosse invece regolare e sufficiente a rendere efficace l'atto. La Corte ha però rilevato che il ricorso non si confrontava con la motivazione del provvedimento impugnato, che aveva ritenuto non provata la notifica dell'ingiunzione e, quindi, non verificatosi l'effetto acquisitivo, oltre ad avere richiamato elementi documentali e il principio secondo cui, per revocare l'ordine di demolizione in presenza di un titolo in sanatoria, il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del titolo stesso e i relativi presupposti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità. Ha ritenuto che il pubblico ministero si fosse limitato ad affermazioni assertive sulla regolarità della notifica e sulla pretesa acquisizione automatica dell'immobile al patrimonio comunale, senza misurarsi con gli argomenti del Tribunale sull'assenza di prova della notificazione e sulla necessità di verificare la legittimità dei provvedimenti di condono. L'ordinanza impugnata, che aveva revocato l'ordine di demolizione, è quindi rimasta ferma.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380 del 2001

    La norma è richiamata per affermare che l'inottemperanza all'ingiunzione a demolire comporta l'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio comunale; tuttavia, nel caso concreto, la Corte rileva che il ricorrente non ha superato la motivazione del giudice di merito circa la mancata prova della valida notifica dell'ingiunzione e, quindi, del mancato perfezionamento dell'effetto acquisitivo.

  • art. 7 l. n. 47 del 1985

    È richiamato dal ricorrente a sostegno dell'illegittimità dei titoli in sanatoria e della revoca dell'ordine di demolizione; la Corte non entra nel merito della norma, limitandosi a rilevare la genericità del motivo di ricorso.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione contro un provvedimento del giudice dell'esecuzione non è sufficiente affermare in modo apodittico la correttezza della propria tesi: il motivo deve confrontarsi specificamente con la motivazione del provvedimento impugnato e con i dati fattuali posti a base della decisione.
  • In tema di notificazioni, la relata può anche essere redatta su supporto separato, ma è necessario che sia con assoluta certezza riferibile all'atto notificato e che ne assicuri la completezza; in mancanza di un chiaro collegamento documentale, la notifica non può ritenersi validamente provata.
  • Ai fini della revoca dell'ordine di demolizione per sopravvenuto titolo in sanatoria, il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del provvedimento concessorio e i relativi presupposti, inclusi la disciplina applicabile, la legittimazione del richiedente, la tempestività dell'istanza e la sanabilità dell'opera.
  • L'asserita acquisizione automatica dell'immobile al patrimonio comunale presuppone la prova della regolare notifica dell'ingiunzione di demolizione e del conseguente decorso del termine senza ottemperanza; in difetto di tale prova, non può dirsi perfezionato l'effetto acquisitivo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniAbuso edilizio
RamiProcesso penaleReati edilizi
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.