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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2167/2024 del 18/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale ha proposto ricorso per cassazione deducendo, ai sensi dell'art. 173 disp. att. cod.proc.pen., omessa motivazione della Corte d'appello in ordine alla valutazione della sussistenza di specifici rapporti tra l'imputata e il difensore d'ufficio. In sintesi si lamenta che la Corte d'appello non avrebbe accertato se l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio fosse accompagnata da un effettivo rapporto professionale tale da far ritenere che l'imputata fosse a conoscenza del procedimento o si fosse volontariamente sottratta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, perciò, inammissibile. Ha ritenuto corretta l'interpretazione della Corte d'appello che, richiamando il principio delle Sezioni Unite (Sez. U., n. 23948/2019), ha escluso che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio sia sufficiente a provare l'assenza: il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra imputato e difensore domiciliatario, idoneo a dimostrare la conoscenza del procedimento o una volontaria sottrazione. Nel caso di specie non risultando documentati rapporti rilevanti, la Corte d'appello ha correttamente accolto l'istanza ai sensi dell'art. 625‑ter cod. proc. pen. Il ricorso del PG è stato altresì censurato perché generico, senza indicare i dati specifici che avrebbero dovuto essere valutati. La pronuncia ha quindi confermato l'ordinanza di accoglimento dell'istanza e ha dichiarato il gravame inammissibile ai sensi dell'art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 625‑ter cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza in tema di nullità o di revoca di sentenze quando l'imputato sia stato dichiarato irreperibile: la Corte d'appello ha accolto l'istanza ritenendo non provata l'assenza effettiva per mancanza di rapporto professionale tra imputata e difensore d'ufficio

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata come criterio formale per dedurre omissione di motivazione in Cassazione; il ricorrente l'ha invocata per lamentare la mancata valutazione di specifici rapporti tra imputata e difensore

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Dispositivo che consente la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione quando sia manifestamente infondato o carente dei requisiti di specificità; applicato qui per rigettare il ricorso del Procuratore Generale come generico e manifestamente infondato

  • Giurisprudenza: Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019 (deposito 2020)

    Principio richiamato secondo cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente per dichiarare l'assenza: è necessario che il giudice accerti l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale idoneo a dimostrare la conoscenza del procedimento o la volontaria sottrazione

Massime di principio

  • La sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non prova di per sé l'assenza o la conoscenza del procedimento: il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale
  • Per ritenere che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento o si sia volontariamente sottratto il giudice deve valutare elementi concreti (es. atti, comunicazioni, contatti o attività difensiva effettiva) che dimostrino il rapporto con il difensore
  • Chi impugna per omissione di motivazione deve indicare in modo specifico quali fatti o prove il giudice avrebbe omesso di considerare; censure generiche sono inammissibili
  • In sede di cassazione il ricorso può essere dichiarato inammissibile quando risulti manifestamente infondato o privo dei requisiti di specificità, ai sensi dell'art. 606 c.3 c.p.p.
  • Quando la Corte d'appello accoglie un'istanza ex art. 625‑ter per mancanza di prova dell'assenza, la decisione è legittima se fonda la propria valutazione sull'assenza di elementi che attestino un rapporto professionale effettivo tra imputato e difensore domiciliatario

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