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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15674/2025 del 22/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Milano del 06/11/2024 che, sul riesame del sequestro preventivo emesso dal Gip il 12/09/2024, ha annullato il sequestro limitatamente al capo b) della imputazione provvisoria (artt. 110, 646, 61 n.2 c.p. a carico di Degna Valentina, Basso Maria Rosa, Vurro Michele, Leone Raffaele) ritenendo insufficiente il fumus per il reato di appropriazione indebita; il Procuratore ha censurato la motivazione del Tribunale sostenendo che lo stesso aveva erroneamente escluso il dolo di appropriazione indebita nonostante, a suo avviso, Basso avesse sfruttato l'errore dell'istituto di credito nel bonifico per appropriarsi della provvista destinata al debitore garantito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato sulle ordinanze di riesame in materia di provvedimenti reali è limitato alla violazione di legge (mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente) e che il ricorso si è limitato a proporre una diversa valutazione di merito, senza indicare specifiche violazioni di legge o mancanze motivazionali. La Corte ha condiviso che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente motivato l'insussistenza del fumus per il capo b), in particolare perché non è emerso l'elemento dell'altruità necessario per l'appropriazione indebita rispetto alle complesse vicende delle somme e della titolarità emerse dalla documentazione.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come norma di concorso di persone nel reato; utilizzato nell'indicazione dell'imputazione provvisoria in relazione al capo b).

  • art. 646 cod. pen.

    Reato richiamato nella imputazione provvisoria (appropriazione indebita); la valutazione sulla sussistenza del fumus è centrale nella controversia: la Corte ha ritenuto che non fosse provato l'elemento dell'altruità necessario per configurare tale reato.

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata nell'imputazione; presente nel quadro fattuale ma non decisiva per il sindacato di legittimità sul riesame.

  • art. 314 cod. pen.

    Altro capo d'imputazione (confermato dal Tribunale nel resto dell'ordinanza); citato per completezza nella ricostruzione dei capi contestati.

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Norma invocata dal Pubblico Ministero per il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di riesame; la Corte ha valutato il ricorso alla luce dei limiti del sindacato di legittimità su ordinanze del riesame.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la Corte di cassazione può sindacare le ordinanze del riesame relative a provvedimenti reali solo per violazione di legge (mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente); fondamento dell'inammissibilità del ricorso nel caso concreto.

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulle ordinanze di riesame in materia di misure reali è limitato: si può censurare solo la violazione di legge, in particolare la mancanza assoluta di motivazione o la motivazione meramente apparente.
  • Una diversa valutazione di merito da parte del pubblico ministero non è sufficiente: il ricorso per cassazione deve indicare specifiche e concrete violazioni di legge o carenze motivazionali per essere ammesso.
  • Per il reato di appropriazione indebita (denaro) è necessario dimostrare l'altruità del bene e la violazione della destinazione specifica impressa dal proprietario al momento della consegna; la semplice divergenza sulla destinazione o la complessità dei rapporti tra le parti può non integrare il fumus del reato.
  • Nel caso di somme trasferite direttamente sul conto di un soggetto (e non in possesso dell'istituto che reclama), occorre valutare attentamente la titolarità e la destinazione delle somme prima di ritenere sussistente l'appropriazione indebita.
  • Quando si contesta una decisione del riesame basata su ricostruzioni fattuali complesse, il ricorso deve documentare puntualmente in che modo la motivazione violi la legge o sia manifestamente illogica, non limitarsi a proporre un'interpretazione alternativa dei fatti.
  • Se si sostiene che un indagato abbia sfruttato un errore bancario per appropriarsi di somme, è necessario provare non solo l'errore ma l'intenzionale deviazione della provvista rispetto alla destinazione concordata e la perdita del possesso da parte dell'avente diritto (interversione del possesso).

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