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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29721/2022 del 26/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione dell'ordinanza del 5 novembre 2021 del Tribunale del riesame che aveva applicato a Ferrazzano la misura cautelare degli arresti domiciliari per reati connessi al furto/estorsione. Il ricorrente, tramite difensore, ha dedotto violazione di legge e vizi di motivazione per non aver il Tribunale del riesame tenuto conto delle argomentazioni del GIP che aveva rigettato la richiesta del PM: precedenti penali risalenti e marginali, coinvolgimento estemporaneo, assenza di indizi di volontà di darsi alla fuga e mancanza di interesse personale a commettere il reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che le censure del ricorrente consistessero in una richiesta di riesame dei fatti e delle valutazioni di merito, non ammissibile in cassazione. Il Tribunale del riesame aveva motivato in modo logico e non contraddittorio la sussistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari, evidenziando elementi quali i contatti diretti con la vittima, la contrattazione del prezzo, e i numerosi contatti con terzi in possesso del veicolo, elementi che denotano inserimento in circuiti criminosi. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria di euro tremila a favore della Cassa delle ammende, con rimessione alla cancelleria per gli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    La Corte ricorda che l'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile in Cassazione solo se costituisce violazione di norme o manifesta illogicità/contraddittorietà della motivazione presente nel provvedimento impugnato.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle esigenze cautelari: la valutazione di necessità, proporzionalità e gravità indiziaria rimane di competenza del giudice del merito e verificabile in Cassazione solo in presenza degli specifici vizî indicati.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Stabilisce la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ne ha applicato l'effetto sanzionatorio nei confronti del ricorrente.

  • art. 28 Reg. esec. cod. proc. pen.

    art. 28 Reg. esec. cod. proc. pen.

    Indica gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia; la Corte ha disposto l'inoltro alla cancelleria per gli adempimenti previsti.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13 giugno 2000

    Corte cost., 13 giugno 2000 n. 186

    Richiamata per escludere ragioni di esonero dall'applicazione della sanzione pecuniaria, confermando la possibilità di applicare la penale in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • La Cassazione non è sede per il riesame libero dei fatti: le doglianze che implicano una diversa valutazione delle circostanze sono inammissibili.
  • Le contestazioni sulla insufficienza dei gravi indizi o sulle esigenze cautelari sono sindacabili in Cassazione solo se si configurano come violazione di norme di legge o come manifesta illogicità, contraddittorietà o assoluta carenza della motivazione.
  • Se il giudice del riesame motiva in modo coerente l'esistenza di elementi concreti (contatti diretti con la vittima, contrattazioni, rapporti con terzi) tali da integrare inserimento in circuito criminale, tale valutazione difficilmente sarà ribaltabile in Cassazione.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; dunque valutare il rischio di impugnazione infondata prima di proporre ricorso.
  • Nelle impugnazioni cautelari conviene centrare i motivi su errori di diritto, vizî formali o palesi contraddizioni della motivazione, piuttosto che su una diversa lettura dei fatti.

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