Cassazione Penale, Sentenza n. 16401/2025 del 30/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
i ricorrenti contestavano l'utilizzabilità, per vizio, delle dichiarazioni spontanee rese dagli imputati nell'immediatezza del sequestro (chiedendo l'esclusione di tali dichiarazioni dal compendio indiziario), la mancanza di periculum in mora e di adeguata motivazione circa l'esigenza di anticipare l'apprensione del denaro nella fase cautelare, la non sussistenza del nesso di pertinenzialità tra la somma sequestrata e il reato di ricettazione e l'asserita incompatibilità di magistrati per precedenti decisioni nel procedimento incidentale "de libertate"
La decisione
la Corte ha rigettato i motivi proposti: ha ritenuto che per configurare il "fumus" dei reati contro il patrimonio presupponenti la consumazione di altro reato è sufficiente individuare la tipologia del reato presupposto (senza ricostruzione integrale degli estremi storico-fattuali) e che il giudice può accertarne l'esistenza anche mediante prove logiche; ha dichiarato utilizzabili, in sede cautelare, le dichiarazioni spontanee rese nell'immediatezza del sequestro (non essendovi stato dimostrato il vizio e per mancato superamento della prova di resistenza); ha ritenuto adeguatamente motivate le ragioni del periculum in mora e l'esigenza cautelare di anticipare l'apprensione del denaro; ha confermato la facile percezione del nesso di pertinenzialità tra denaro e reato di ricettazione; infine ha escluso l'incompatibilità dei magistrati chiamati a decidere in sede incidentale "de libertate" o in sede di rinvio. In sintesi il provvedimento impugnato (sequestro/ordinanze) è stato mantenuto
Norme richiamate
art. 648, 648-bis, 648-ter, 648-ter.1 cod. pen.
per i reati contro il patrimonio presupponenti la consumazione di altro reato, il requisito del fumus richiede che il reato presupposto sia individuato almeno nella sua tipologia; non è necessaria la ricostruzione di tutti gli estremi storico-fattuali
non si configura incompatibilità automatica quando un magistrato abbia partecipato a precedenti decisioni nell'ambito del procedimento incidentale "de libertate", poiché tale procedimento non comporta un accertamento sul merito della contestazione
art. 623, lett. a) cod. proc. pen.
la norma non richiede che i componenti del collegio siano diversi nelle decisioni successive con rinvio; ciò non determina di per sé incompatibilità
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 6584 del 15/12/2021, dep. 23/02/2022 (Cremonese, Rv. 282629 – 01)
conferma il principio che il reato presupposto va individuato almeno per tipologia e può essere accertato anche con prove logiche
Giurisprudenza: Sez. 2, n. 16012 del 14/03/2023 (Scordamaglia, Rv. 284522 – 01)
ribadisce l'individuazione tipologica del reato presupposto ai fini del fumus
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 2124 del 27/10/2020, dep. 2021 (Minauro, Rv. 280242 – 01)
conferma la utilizzabilità in sede cautelare di dichiarazioni spontanee rese nell'immediatezza del sequestro, se rese senza costrizione
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 17997 del 20/03/2018 (Bagalà, Rv. 272906 – 01)
sottolinea la percezione immediata del nesso di pertinenzialità tra denaro e reato di ricettazione, per la natura materiale della cosa come corpo del reato
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 10231 del 11/02/2015 (Sartori, Rv. 262958)
esclude l'incompatibilità quando il magistrato abbia partecipato a decisioni nel procedimento incidentale "de libertate" e poi a decisioni successive relative alla stessa misura
Massime di principio
- Per i reati contro il patrimonio che presuppongono la consumazione di altro reato, ai fini del fumus è sufficiente individuare la tipologia del reato presupposto; non è richiesta la ricostruzione completa degli elementi storico-fattuali
- Le dichiarazioni spontanee rese dagli imputati nell'immediatezza del sequestro possono essere utilizzate in sede cautelare se non emerge coartazione; la loro esclusione in cassazione richiede che il ricorrente illustri l'incidenza dell'eventuale esclusione sulla prova di resistenza
- Chi eccepisce l'inutilizzabilità di atti processuali deve indicare specificamente gli atti affetti dal vizio e dimostrare come la loro esclusione inciderebbe decisivamente sul compendio indiziario; altrimenti il motivo è aspecifico e inammissibile
- Se l'eliminazione di elementi di prova acquisiti illegittimamente non modifica il convincimento perché le residue risultanze sono sufficienti, l'impugnazione è destinata a fallire (prove illegittime diventano irrilevanti se le prove restanti sono sufficienti)
- La valutazione del periculum in mora e dell'esigenza cautelare deve essere esplicitamente motivata nel provvedimento; il nesso di pertinenzialità tra bene sequestrato e reato può essere ritenuto evidente per la natura del bene (es. denaro come corpo del reato)
- La partecipazione di magistrati a precedenti decisioni incidentali "de libertate" non configura automaticamente incompatibilità per decisioni successive, poiché tale procedimento non implica accertamento di merito
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