Cassazione Penale, Sentenza n. 23807/2025 del 25/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Venezia che aveva autorizzato l'estradizione verso la Tunisia per reati in materia di stupefacenti sulla base di una sentenza di condanna in contumacia (16 anni di reclusione e multa). Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 705, comma 2, lett. a) c.p.p. per il rischio di essere sottoposto in Tunisia a procedimento che non rispetti i diritti fondamentali, sostenendo che la condanna si fondava unicamente sulle dichiarazioni di un coimputato e che il processo contumaciale si era svolto senza difensore. Inoltre si lamentava che l'ordinamento tunisino non obbligherebbe a riesaminare i testimoni già sentiti nel processo contumaciale (art. 185 c.p.p. tunisino), con conseguente rischio di nuova lesione dei diritti di difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso: ha ritenuto che l'estradizione sia compatibile con i principi italiani perché l'ordinamento tunisino consente, ai sensi dell'art. 182 del codice di procedura penale tunisino, la presentazione di opposizione alla sentenza contumaciale e la celebrazione di un nuovo processo (rimedi che assicurano la possibilità di rinnovazione del giudizio). La Corte ha inoltre richiamato consolidata giurisprudenza secondo cui la pronuncia di condanna in contumacia non è, di per sé, ostativa all'estradizione quando sia prevista la possibilità di revisione/rinnovazione del processo. Ha escluso la sindacabilità italiana sulla valutazione probatoria compiuta dall'autorità straniera. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; la Cancelleria è incaricata degli adempimenti di legge.
Norme richiamate
art. 705, comma 2, lett. a) codice di procedura penale (Italia)
Norma che può ostare all'estradizione quando sussiste il rischio che la persona estradanda sia sottoposta a procedimento non conforme ai diritti fondamentali; la Corte ha interpretato che il rischio non sussiste se l'ordinamento richiedente prevede la possibilità di rinnovazione del giudizio per i processi in contumacia.
art. 182 codice di procedura penale tunisino
Si l'opposant comparait, et si son opposition est recevable en la forme, le jugement par défaut est anéanti sur les chefs de jugement d'ordre pénal ou civil auxquels l'opposition se rapporte, et l'affaire est jugée à nouveau, sans qu'il y ait toutefois obligation de convoquer les témoins déjà entendus à l'audience du défaut. ("Se l'opponente compare e la sua opposizione è ammissibile nella forma, la sentenza contumaciale è nulla ... e la causa è nuovamente giudicata, senza l'obbligo di chiamare i testimoni già sentiti all'udienza contumaciale")
Prevede la possibilità di annullamento della sentenza contumaciale e la celebrazione di un nuovo giudizio; questa garanzia procedurale è stata ritenuta sufficiente a scongiurare il rischio di violazione dei diritti fondamentali, ai fini dell'estradizione.
art. 175 e art. 185 codice di procedura penale tunisino
Art. 175 (richiamato nel provvedimento) consente l'opposizione alla sentenza contumaciale; l'art. 185 (richiamato dal ricorrente) è stato richiamato per evidenziare che non vi sarebbe obbligo di escutere nuovamente i testimoni già sentiti, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto ciò non sufficiente a escludere la possibilità di un giusto riesame complessivo nel nuovo processo.
Convenzione di estradizione tra Italia e Tunisia (Roma, 15 novembre 1967) e legge di ratifica (L. 28/01/1971, n. 267)
Trattato che regola i presupposti e i limiti dell'estradizione tra i due Paesi; la Corte ha applicato i criteri convenzionali (doppia punibilità, limiti di pena, esclusione del reato politico/tributario/militare e assenza di finalità persecutoria) per dichiarare sussistenti le condizioni per l'estradizione.
art. 203 disp. att. cod. proc. pen. (Italia)
Riferimento formale agli adempimenti che la Cancelleria deve eseguire dopo la decisione; citato nel dispositivo per gli atti consequenziali.
Massime di principio
- L'estradizione non è automaticamente impedita dalla condanna in contumacia: è decisivo che l'ordinamento richiedente preveda un rimedio effettivo (opposizione/revisione/nuovo processo) che consenta al condannato di ottenere un riesame del caso.
- Il giudice italiano valuta l'esistenza di garanzie sostanziali a tutela dei diritti fondamentali (diritto di difesa, rinnovazione del giudizio), ma non è chiamato a riesaminare nel merito la valutazione probatoria compiuta dall'autorità straniera.
- La semplice assenza di difensore nel processo estero non è sufficiente a escludere l'estradizione se il sistema giuridico straniero offre una procedura di opposizione che permette la celebrazione di un nuovo giudizio.
- In sede di valutazione dell'estradizione vanno verificati i requisiti convenzionali: doppia punibilità, limiti di pena, natura del reato (esclusione dei reati politici/tributari/militari) e l'assenza di finalità persecutoria.
- Nei casi analoghi al ricorrente, il soggetto estradando dovrebbe dimostrare l'esistenza di una carenza sistemica o di un rischio concreto, attuale e grave di violazione dei diritti fondamentali nello Stato richiedente per impedire l'estradizione; mere criticità procedurali saltuarie o la composizione probatoria estera non sono normalmente ritenute sufficienti.
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