Cassazione Penale, Sentenza n. 12977/2023 del 28/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 17/08/2022 che aveva convalidato l'arresto compiuto il 16/08/2022 per il presunto rientro nel territorio dello Stato dopo espulsione. Il ricorrente contestava: (i) la qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che trattavasi della fattispecie prevista dall'art. 20, comma 14, d.lgs. n. 30/2007 (rientro nel territorio dopo allontanamento per cittadino dell'Unione), e non dell'art. 13, comma 13, d.lvo n. 286/1998; (ii) la fondatezza dell'arresto in flagranza, deducendo la violazione degli artt. 380 e 391 c.p.p. in quanto la fattispecie non consentiva l'arresto.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha rilevato che l'atto amministrativo presupposto era un decreto di allontanamento adottato ai sensi dell'art. 20 d.lgs. n. 30/2007 nei confronti di cittadino UE, per cui il fatto integra l'art. 20, comma 14, d.lgs. n. 30/2007. Tale fattispecie, avendo previsione edittale della sanzione (reclusione fino a un anno), non consente l'arresto nemmeno facoltativo in flagranza; pertanto la convalida dell'arresto doveva essere annullata.
Norme richiamate
d.lvo n. 286/1998 - art. 13, comma 13
art. 13, comma 13, d.lvo n. 286/1998
Era la qualificazione inizialmente richiamata dal Tribunale nella convalida dell'arresto, ma la Corte ha ritenuto che dalla documentazione emergesse invece il decreto di allontanamento ai sensi dell'art. 20 d.lgs. n. 30/2007, rendendo pertanto non applicabile questa qualificazione
d.lgs n. 30/2007 - art. 20, comma 14
art. 20, comma 14, d.lgs n. 30/2007
La Corte ha qualificato il fatto come rientro nel territorio dello Stato dopo allontanamento disposto ai sensi dell'art. 20 per cittadino dell'Unione. Trattandosi di fattispecie punita con reclusione fino a un anno, secondo la Corte non consente l'arresto in flagranza (nemmeno facoltativo)
cod. proc. pen. - artt. 380 e 391
artt. 380 e 391 cod. proc. pen.
Richiamati dal difensore per contestare la legittimità dell'arresto in flagranza; la Corte ha condiviso la valutazione che, alla stregua della previsione edittale della fattispecie applicabile, l'arresto non era consentito
Massime di principio
- Quando l'arresto è fondato sul presunto rientro dopo espulsione, occorre verificare l'atto amministrativo che ha disposto l'allontanamento e la normativa specifica (ad es. art. 20 d.lgs. n. 30/2007 per cittadini UE) perché questo determina la corretta qualificazione penale del fatto
- Se la fattispecie applicabile prevede una sanzione edittale che esclude la misura custodiale d'urgenza, l'arresto in flagranza è illegittimo e la convalida può essere annullata
- La qualificazione errata del fatto (richiamare una norma diversa da quella sottostante all'atto amministrativo) può essere decisiva per la legittimità dell'arresto e per la sorte del provvedimento di convalida
- In casi simili il difensore deve tempestivamente contestare la natura dell'atto amministrativo presupposto e l'idoneità della fattispecie penalmente invocata, nonché far valere le norme processuali (es. artt. 380 e 391 c.p.p.) relative all'arresto in flagranza
- La presenza di cittadinanza UE impone attenzione particolare alle norme sull'allontanamento e sui termini di divieto di rientro previsti dall'art. 20 d.lgs. n. 30/2007
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