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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8262/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per frode assicurativa; deduce: (i) l'art. 642 c.p. punirebbe solo le condotte fraudolente successive alla stipula miranti all'indennizzo e non le dichiarazioni antecedenti finalizzate a ottenere un premio ridotto; (ii) difetto di querela e quindi improcedibilità dell'azione penale (si sarebbe oltrepassato il termine di 90 giorni); (iii) carenza probatoria circa la effettiva residenza diversa da Castelnuovo del Garda al momento delle dichiarazioni, essendo la documentazione inviata e regolarmente recapitata a quell'indirizzo

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e per mera reiterazione di censure già sollevate senza confronto con le motivazioni della Corte d'appello; ha ritenuto manifestamente infondate le censure nel merito: (a) l'art. 642 c.p. è norma mista che comprende anche falsità ideologica/alterazione della documentazione per la stipula della polizza e pertanto si applica alle dichiarazioni falsificate rese mediante compilazione on-line; (b) in atti era presente la denuncia/querela proposta da Zuritel il 2/2/2015, quindi non sussisteva l'improcedibilità; il termine per proporre querela decorre dal momento in cui la compagnia ha acquisito consapevolezza della frode, non dalla stipula della polizza; (c) la prova storico-documentale indicava che l'imputato era stato cancellato dall'anagrafe di Castelnuovo nel novembre 2012 e aveva carta d'identità rilasciata a Napoli nel 2011, a conferma della residenza diversa. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; nulla è stato liquidato alla parte civile per le spese di costituzione.

Norme richiamate

  • articolo 642 cod.pen.

    La Corte interpreta l'art. 642 c.p. come norma penale mista che sanziona anche la falsità ideologica e la falsificazione della documentazione prodotta per la stipulazione della polizza assicurativa (quindi anche dichiarazioni false rese al momento della stipula possono integrare il reato)

  • norme sulla querela (principio sul termine per la proposizione della querela)

    Il termine di proposizione della querela non decorre automaticamente dalla stipula del contratto assicurativo; decorre dal momento in cui la parte offesa (la compagnia) acquisisce la consapevolezza della condotta fraudolenta. Pertanto la presenza della denuncia/querela in atti (del 2/2/2015) esclude l'improcedibilità

Massime di principio

  • La fattispecie di frode in danno di una compagnia assicurativa (art. 642 c.p.) può ricomprendere sia falsità materiale sia falsità ideologica nelle dichiarazioni rese per ottenere la polizza; non è necessario che la frode si verifichi solo dopo la stipula per ottenere l'indennizzo
  • La decorrenza del termine per la querela va valutata con riferimento al momento in cui la parte offesa ha conoscenza della frode: l'azione è normalmente proponibile se la querela viene depositata entro il termine previsto dal diritto, calcolato dalla scoperta dell'illecito
  • La prova documentale anagrafica e gli atti amministrativi (cancellazioni anagrafiche, rilascio carta d'identità) hanno rilevanza probatoria significativa sulla questione della residenza e possono essere decisivi per la valutazione del fatto
  • In cassazione le censure devono affrontare specificamente e motivatamente le argomentazioni della corte di merito; la mera riproposizione delle stesse doglianze già motivate nei precedenti gradi comporta quasi sempre l'inammissibilità
  • La dichiarazione telematica compilata per la sottoscrizione della polizza, se risultante falsa e idonea a costituire la documentazione della polizza, può integrare l'elemento materiale del reato posto dall'art. 642 c.p.

Testo integrale

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