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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34333/2025 del 21/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale presentata da Bruno Simone. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il provvedimento era stato adottato de plano senza fissare l'udienza in camera di consiglio e senza valutare elementi di novità introdotti nella nuova istanza (profili abitativi e lavorativi) che la differenziavano dalla precedente già rigettata.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha rilevato che il decreto di inammissibilità era stato emesso de plano al di fuori delle ipotesi consentite dall'art. 666, comma 2, cod. proc. pen., senza valutare i nuovi elementi di fatto che non risultavano ictu oculi identici alla precedente istanza. Per la violazione del principio del contraddittorio si è configurata una nullità assoluta rilevabile d'ufficio. Il decreto impugnato è stato annullato e la causa è stata rinviata al Tribunale di sorveglianza di Roma per un nuovo giudizio conforme ai principi enunciati.

Norme richiamate

  • art. 666 cod. proc. pen.

    art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    Il decreto di inammissibilita' adottabile de plano è ammesso solo quando l'istanza costituisce mera riproposizione di una richiesta gia' rigettata o è manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge; non puo' essere usato quando la verifica richiede accertamenti cognitivi o valutazioni discrezionali.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Nullità che incidono sull'instaurazione del contraddittorio possono essere rilevate d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Ulteriore disciplina sulla rilevabilita' d'ufficio delle nullita' processuali, con la conseguenza che il mancato rispetto del modello procedimentale puo' comportare annullamento del provvedimento impugnato.

  • Sez. 1, n. 32279 del 29/03/2018, Focoso

    Sez. 1, n. 32279 del 29/03/2018

    Precisa che il decreto di inammissibilita' per manifesta infondatezza puo' essere emesso de plano solo quando l'istanza manca dei requisiti posti direttamente dalla legge e tale mancanza non richiede accertamenti cognitivi o valutazioni discrezionali.

  • Sez. U, n. 34655 del 28/06/2005, Donati

    Sez. U, n. 34655 del 28/06/2005

    Giurisprudenza consolidata che aiuta a distinguere le ipotesi nelle quali la riproposizione dell'istanza è priva di novita' rispetto a quelle in cui occorrono verifiche e contraddittorio.

  • Sez. 3, n. 5195 del 05/12/2003, Prestianni

    Sez. 3, n. 5195 del 05/12/2003

    Affronta il principio secondo cui la differenza di elementi di fatto (es. domicilio, attivita' lavorativa) può rendere non sovrapponibili istanze anche se riguardano lo stesso beneficio.

  • Sez. 1, n. 3736 del 15/01/2009, Anello

    Sez. 1, n. 3736 del 15/01/2009

    Conferma che l'esistenza di elementi nuovi rilevanti impone la valutazione in contraddittorio e impedisce l'emissione de plano del decreto di inammissibilita'.

Massime di principio

  • Il decreto di inammissibilita' emesso de plano ai sensi dell'art. 666, comma 2, cod. proc. pen. è legittimo solo quando l'istanza e' manifestamente priva dei requisiti di legge o e' mera riproposizione di una precedente istanza identica; in tutti gli altri casi va fissata l'udienza in camera di consiglio con contraddittorio.
  • Quando il ricorrente introduce elementi di novita' di fatto (es. diverso domicilio, nuova attivita' lavorativa) occorre che il giudice verifichi se tali elementi richiedano accertamenti cognitivi o valutazioni discrezionali; se sì, non e' ammesso il provvedimento de plano.
  • La mancata instaurazione del contraddittorio, se richiesta dalla natura della valutazione, configura nullita' assoluta rilevabile d'ufficio e puo' determinare l'annullamento del provvedimento con rinvio per nuovo giudizio.
  • I difensori devono documentare chiaramente le novita' rispetto a precedenti istanze per impedire che il giudice ritenga la richiesta come mera riproposizione; indicazioni su domicilio e lavoro sono elementi tipici da valorizzare.
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare la valutazione circa l'assenza di novita' o la loro irrilevanza; una motivazione insufficiente espone il provvedimento al rischio di annullamento in sede di legittimita'.
  • In caso di dubbio sulla carattere novativo degli elementi esposti, la prassi corretta e' fissare l'udienza per consentire il contraddittorio, evitando cosi' il vizio procedurale che conduce all'annullamento.

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