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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23388/2026 del 24/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Questione preliminare sulla determinazione della competenza territoriale nel processo per truffa commessa mediante ricarica su carta prepagata Postepay: il Tribunale di Lagonegro ha messo in dubbio l'orientamento della giurisprudenza secondo cui il luogo di consumazione coincide con quello in cui la persona offesa effettua la ricarica, sostenendo che il profitto viene realizzato nel sistema telematico dell'operatore (non nel terminale della vittima) e che, quindi, tra atto dispositivo e conseguimento del profitto ricorre un rapporto di successione causale che esclude la coincidenza spaziale; il dubbio ha implicazioni sulla scelta del giudice territorialmente competente (art. 8 e art. 9 cod. proc. pen.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Lagonegro. Ha confermato il consolidato orientamento secondo cui, nei casi di ricarica su carta prepagata priva di collegamento con una specifica articolazione territoriale (es. senza IBAN), il tempo e il luogo della consumazione possono coincidere con il momento e il luogo della ricarica effettuata dalla vittima. Ha inoltre distinto tale fattispecie dall'ipotesi del bonifico su conto corrente (per il quale il luogo di consumazione è quello in cui l'agente percepisce il profitto, cioè il luogo del conto/filiale riconducibile a una struttura territoriale). Nel caso concreto, dato che il luogo effettivo di percezione del profitto non risultava individuabile dagli atti e l'unico segmento territorialmente certo è la ricarica effettuata nel circondario del Tribunale di Lagonegro, la Corte ha applicato il criterio residuale previsto dall'art. 9, comma 1 (seconda parte) c.p.p. individuando in tale Tribunale la competenza territoriale.

Norme richiamate

  • art. 24-bis c.p.p.

    Norma che disciplina il rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione da parte del giudice a quo per questioni di diritto rilevanti per la competenza o altri profili preliminari; qui utilizzata per devolvere la questione di competenza territoriale alla Corte.

  • art. 8 c.p.p.

    Individua come criterio principale per la competenza territoriale il luogo in cui il reato si è consumato; la Corte richiama che, per la truffa, il punto di riferimento è il momento e il luogo del conseguimento del profitto.

  • art. 9 c.p.p.

    Criteri suppletivi per la determinazione della competenza territoriale quando il luogo di consumazione non è individuabile; applicato qui (comma 1, seconda parte) per individuare il Tribunale nel luogo dell'ultimo segmento dell'azione accertato (la ricarica effettuata nel circondario di Lagonegro).

Massime di principio

  • Nel caso di ricarica su carta prepagata priva di collegamento territoriale (es. senza IBAN), la giurisprudenza consolidata ritiene che luogo e momento di consumazione coincidano con quelli della ricarica effettuata dalla vittima: è quindi competente il tribunale del luogo in cui è avvenuta la ricarica, se questa è l'unica frazione territorialmente certa.
  • Nel caso di pagamento mediante bonifico bancario su conto corrente, il luogo di consumazione è quello in cui l'agente acquisisce il profitto (luogo collegabile al conto/filiale), non il luogo della disposizione impartita dalla vittima.
  • Se non è possibile individuare con certezza il luogo di percezione del profitto, bisogna applicare i criteri suppletivi di cui all'art. 9 c.p.p.; tra questi, può risultare decisivo il 'luogo dell'ultima azione nota' compiuta nell'esecuzione del reato.
  • Per valutare la competenza territoriale nelle truffe online è necessario analizzare tecnicamente la catena del pagamento (dove si origina l'ordine, dove viene processato l'accredito, se esiste una correlazione con una struttura territoriale dell'ente di pagamento) perché la soluzione varia in base all'architettura del servizio di pagamento.
  • In situazioni analoghe, la parte che intende stabilire la competenza dovrebbe reperire ed esibire elementi tecnici e probatori utili a determinare il luogo di effettiva percezione del profitto (log dei sistemi, coordinate server/filiali, dati dell'operatore di pagamento); in mancanza di ciò prevale il criterio residuale dell'art. 9.

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