Cassazione Penale, Sentenza n. 03334/2026 del 28/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Domanda di riparazione ex art. 314 cod. proc. pen. per detenzione subita dal 23/02/2018 al 06/07/2018 (carcere e arresti domiciliari) nell'ambito di un procedimento per reati collegati (art. 110, 319 e 321 c.p. e altresì riferimento a falso art. 479 c.p.). Leonardi era stato successivamente assolto con formula "perché il fatto non sussiste" (sentenza irrevocabile del Tribunale di Catania del 24/02/2022). La Corte d'appello di Catania aveva rigettato la richiesta di riparazione ritenendo ostativa la condizione della colpa grave di Leonardi, poiché lo stesso avrebbe predisposto i verbali di sopralluogo al posto del collaudatore, determinando un'apparenza di reato e contribuendo all'adozione della misura cautelare.
La decisione
Il ricorso avverso il rigetto è stato respinto. La Corte ha confermato che la condotta di Leonardi (predisposizione dei verbali di sopralluogo in luogo del collaudatore e la mancata opportuna distanza funzionale) costituisce macroscopica negligenza/deontologica tale da aver creato o contribuito a creare un grave quadro indiziario e quindi l'apparenza del reato che ha indotto il giudice della cautela ad adottare la misura restrittiva. È stata altresì ritenuta sussistente l'efficacia sinergica della condotta rispetto all'adozione della misura cautelare. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali; non sono state liquidate spese al Ministero resistente per mancato impegno difensivo significativo.
Norme richiamate
Norma che disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; la Corte la applica verificando l'assenza di condotte ostative riconducibili a colpa grave del richiedente
Richiamato nell'impianto accusatorio come fattore di concorso di persone nell'ipotesi di reato contestata; la sentenza lo menziona nell'ambito del procedimento di merito
Norma sulla corruzione per un pubblico ufficiale; parte dell'originario capo di imputazione nel procedimento penale da cui è nata la detenzione
Richiamato nel capo di imputazione; la decisione non innova l'interpretazione della norma ma la considera nell'ambito dell'accusa complessiva
Falso in atto pubblico: indicato tra le accuse per le quali il ricorrente è stato assolto; la Corte di riparazione distingue la valutazione dell'effettività del reato dalla valutazione ex ante sulla colpa ostativa
Norma che disciplina la condanna alle spese nel giudizio di legittimità: applicata per imporre al ricorrente il pagamento delle spese processuali
Massime di principio
- La domanda di riparazione ex art. 314 va valutata non in termini di definitivo accertamento penale, ma verificando se il comportamento del richiedente abbia creato, prima o durante la misura, un quadro indiziario grave tale da costituire ostacolo al diritto alla riparazione.
- La 'colpa grave' ostativa alla riparazione è intesa come macroscopica negligenza, imprudenza o inosservanza di regole/deontologia che poteva prevedibilmente indurre l'intervento dell'autorità giudiziaria.
- Deve sussistere un nesso causale (o concausale) fra la condotta colposa e l'adozione della misura cautelare: non è sufficiente una condotta che crei apparenza di un qualsiasi reato, ma occorre che la condotta abbia creato l'apparenza del reato per il quale si è subita la detenzione.
- In sede di riparazione la Corte può svolgere una valutazione ex ante e autonoma del compendio probatorio disponibile (inclusi elementi non esclusi dal dibattimento) senza sostituirsi al giudice penale nel giudizio di colpevolezza.
- Comportamenti professionali deontologicamente scorretti (es. sostituzione nell'attività del collaudatore, redazione di verbali al posto di altro professionista) possono integrare la colpa grave se, unitamente ad altri elementi, sono idonei a evocare l'apparenza di reato.
- Per chi chiede la riparazione è utile dimostrare specificamente l'assenza del nesso causale tra la propria condotta e la misura cautelare e documentare l'assenza di macroscopica negligenza; viceversa, il ricorrente può essere condannato alle spese se la sua difesa non è convincente.
- Nelle istanze di riparazione è fondamentale focalizzare la prova sul punto critico individuato dalla Corte (cioè la condotta ritenuta ostativa) e non solo sull'esito assolutorio del processo di merito.
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