Cassazione Penale, Sentenza n. 50836/2023 del 20/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il reclamo e il successivo giudizio vertevano sulla richiesta del detenuto di essere autorizzato ad acquistare e utilizzare una borsa frigorifero rigida per la conservazione di cibi freschi/congelati nella cella. Il Magistrato di sorveglianza, accogliendo il reclamo del detenuto, aveva ordinato all'Amministrazione penitenziaria di acquistare a proprie spese la borsa rigida. Il Ministero ha impugnato sostenendo violazione di legge (in particolare artt. 35-bis e 69, comma 6, lett. b), ord. pen.), l'assenza di un riscontro sanitario che dimostri un pregiudizio attuale e grave derivante dall'uso delle borse morbide, il divieto regolamentare di accumulo di generi alimentari e la discrezionalità organizzativa dell'Amministrazione, non sindacabile dal giudice salvo che non sussista un concreto ed attuale pregiudizio al diritto alla salute o una evidente illogicità della decisione; inoltre l'Amministrazione aveva valutato rischi per la sicurezza (la borsa rigida come possibile corpo contundente).
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso del Ministero e ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila sia il provvedimento del Magistrato di sorveglianza. La Corte ha riaffermato il principio secondo cui il reclamo di cui agli artt. 35-bis e 69, comma 6, lett. b), ord. pen. tutela situazioni soggettive colpite da un pregiudizio concreto ed attuale e non consente di sostituirsi alle scelte organizzative dell'Amministrazione penitenziaria in assenza di prova di una violazione effettiva dei diritti del detenuto. Nel caso concreto non è stato dimostrato un pregiudizio attuale e concreto al diritto alla sana alimentazione né è stato fornito un riscontro specialistico che attestasse l'inidoneità delle borse morbide; inoltre le misure organizzative previste dall'Amministrazione (uso di mattonelle refrigeranti con tempestiva sostituzione) sono state ritenute idonee, quindi il giudice non poteva imporre modalità organizzative diverse riservate alla direzione dell'istituto.
Norme richiamate
Regola il reclamo giurisdizionale contro provvedimenti dell'Amministrazione penitenziaria; tutela situazioni soggettive colpite da un pregiudizio concreto e attuale; non autorizza il sindacato delle scelte organizzative dell'Amministrazione se non vi è prova di violazione effettiva dei diritti del detenuto.
art. 69, comma 6, lett. b) ord. pen.
Indica il rimedio del reclamo avverso determinati provvedimenti amministrativi in materia carceraria; va applicato nei limiti in cui sia dimostrato un pregiudizio concreto ed attuale, non per sostituire le valutazioni discrezionali dell'amministrazione.
Regime penitenziario differenziato che giustifica una particolare sensibilità organizzativa dell'amministrazione circa misure di sicurezza e gestione di detenuti; le scelte organizzative assunte nell'ambito di questo regime godono di deferenza a meno che non rechino un concreto e attuale pregiudizio ai diritti fondamentali del detenuto.
Massime di principio
- Il reclamo ex artt. 35-bis e 69 ord. pen. richiede la prova di un pregiudizio concreto e attuale a una situazione soggettiva (es. diritto alla salute); mere ipotesi non sono sufficienti.
- Le scelte organizzative dell'amministrazione penitenziaria (in particolare in regime 41-bis) sono sindacabili dal giudice solo se emergono violazioni effettive dei diritti del detenuto o gravi illogicità/contraddizioni; il giudice non deve sostituirsi all'amministrazione nell'indicare modalità operative alternative.
- La richiesta di strumenti/materiali per motivi di salute richiede, quando rilevante, un riscontro tecnico-sanitario che dimostri il rischio per la salute derivante dalle misure adottate dall'amministrazione.
- Rischi per la sicurezza del personale o l'ordine dell'istituto (es. oggetti che possono diventare armi) costituiscono motivi legittimi per negare il possesso di determinati oggetti, salvo prova contraria che giustifichi l'intervento giudiziario.
- Possibili soluzioni alternative (per esempio l'uso di mattonelle refrigeranti con ricambio tempestivo) possono essere ritenute adeguate dall'amministrazione e bastare a garantire il diritto alla sana alimentazione; il detenuto ha l'onere di dimostrare che tali misure sono inefficaci nella pratica.
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