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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45098/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la condanna per bancarotta fraudolenta documentale per sottrazione delle scritture contabili commessa quale amministratore di fatto della "Euro Ci.Fra. s.r.l.". I motivi principali: (1) violazione del diritto di difesa e vizio della motivazione rispetto all'attribuzione dello status di amministratore di fatto dopo la formale cessazione della carica; contestazione della decisione di ritenere l'imputato amministratore di fatto "a distanza"; (2) vizio nella valutazione della prova indiziaria (art. 192 c.p.p.), in particolare riguardo alla denunzia di furto dell'autovettura ritenuta falsa e al presunto coinvolgimento di terzi per simulazione di reato; presunto travisamento delle deposizioni di Ruggero Cinelli e della commercialista Lucia Gregori; (3) mancata o insufficiente motivazione nella reiezione delle circostanze attenuanti generiche, fondata sul coinvolgimento del padre nell'alibi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso: in parte lo ha dichiarato inammissibile per difetti di impostazione (omessa specificazione dei profili di vizio della motivazione e impropria deduzione di violazioni costituzionali in sede di legittimità) e in parte lo ha ritenuto infondato sul merito. Sul piano sostanziale la Corte ha confermato che vi erano indici validi di responsabilità dell'imputato per la sottrazione delle scritture contabili e per la natura dissimulatoria della cessione di quote e della carica amministrativa (falsa denunzia di furto, inoperatività della società dopo il subingresso, maturazione del debito durante la gestione dell'imputato, assenza di prova del pagamento delle quote da parte del subentrante). Ha ritenuto che le censure riguardanti la valutazione degli indizi e il presunto travisamento della prova non incidessero in modo decisivo sulla motivazione e che la Corte territoriale avesse adeguatamente motivato il diniego delle attenuanti generiche. Di conseguenza la condanna per bancarotta fraudolenta documentale è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 111 Costituzione

    La Corte rileva che la deduzione generica di violazioni costituzionali in cassazione non è ammissibile: tali doglianze possono giustificare solo la questione di legittimità costituzionale e non il ricorso per cassazione.

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Citato dal ricorrente nel quadro delle doglianze di violazione del diritto di difesa; la Corte non ha ritenuto fondata la censura sulla mancata specifica della motivazione relativa allo status di amministratore di fatto.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Richiamato nei motivi attinenti alla motivazione della sentenza: la Corte segnala l'obbligo di specificità dei motivi in cassazione e il divieto di dedurre genericamente vizi che richiedono una precisa individuazione.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Applicato per affermare il principio che il ricorrente deve indicare con chiarezza quale profilo della motivazione si assume mancante, contraddittorio o illogico; l'omessa specificazione rende il motivo aspecifico e inammissibile.

  • art. 192, comma 2 cod. proc. pen. (valutazione indiziaria)

    La Corte ricorda che la valutazione degli indizi è rimessa al giudice di merito e, salvo travisamento decisivo della prova o omissione di elementi determinanti, non è sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso non ha dimostrato un travisamento decisivo.

Massime di principio

  • In Cassazione le contestazioni sulla motivazione devono essere formulate con precisione: indicare esattamente in quale passaggio la motivazione manca, è contraddittoria o manifestamente illogica, altrimenti il motivo è inammissibile.
  • Le deduzioni di violazioni costituzionali non sono ammissibili direttamente nel ricorso per cassazione; se si intende censurare una norma per contrasto con la Costituzione, occorre promuovere la questione di legittimità costituzionale.
  • La valutazione della credibilità dei testimoni e l'apprezzamento degli indizi sono questioni di merito tipicamente rimesse ai giudici di merito; la Cassazione interviene solo se è dimostrabile un travisamento della prova o un'omissione di elementi decisivi.
  • Per contestare un travisamento probatorio è necessario indicare in modo specifico le prove travisate o omesse e dimostrare la decisività di tali elementi nella motivazione impugnata.
  • La qualificazione di comportamenti (es. cessione di quote come atto simulato o dissimulatorio) può essere ricostruita sulla base di una valutazione complessiva degli indizi: elementi come falsità di denunce, inoperatività societaria post-cessione e mancata prova di pagamento sono indicatori rilevanti.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche può essere motivato anche richiamando solo gli elementi ritenuti decisivi dal giudice; non è necessario che il giudice discuta ogni elemento favorevole proposto dalla difesa.

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