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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35473/2024 del 20/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso impugnava l'ordinanza che aveva respinto la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale per mancanza di un domicilio idoneo sul territorio nazionale e per la mancata collaborazione dell'istante nel fornire informazioni sulla sua situazione sociale, familiare e lavorativa. Il ricorrente ha poi prodotto in sede di legittimità un contratto di locazione per una stanza a Roma, datato 30/10/2023, sostenendo che ove fosse stato richiesto l'ufficio di esecuzione penale esterna avrebbe potuto acquisire tali informazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente valutato la totale mancanza di collaborazione dell'imputato (mancata indicazione di domicilio effettivo e di posizione lavorativa) quale elemento ostativo all'affidamento in prova. Il contratto di locazione prodotto in Cassazione è stato considerato documento preesistente non tempestivamente prodotto e quindi non ammissibile in quanto costituente nuova prova che richiederebbe valutazione di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    richiamato nel provvedimento del Tribunale di Bolzano (sentenza 610/2014)

    Citato a riferimento per l'intervenuta sentenza che comprendeva la pena oggetto dell'istanza; menzionato come fattore processuale collegato alla sospensione dell'esecutività dell'ordinanza ma non come ratio principale del rigetto dell'affidamento in prova

  • Giurisprudenza (Sez. 1, n. 50169 del 25/05/2017, Rv. 271296; Sez. 1, n. 54882 del 12/09/2018, Rv. 274558; Sez. 1, 19/12/2023 Rv. 285859)

    Principi richiamati dal giudice di legittimità

    Consolidato orientamento secondo cui la mancata fornitura, da parte del richiedente l'affidamento in prova, di notizie esatte sulla condizione sociale, familiare e lavorativa e di informazioni utili per il programma di intervento costituisce indice di carenza di volontà collaborativa e può legittimare una valutazione negativa e il rigetto della misura alternativa

  • Giurisprudenza (Sez. 2, n. 1417 del 11/10/2012 - dep. 11/01/2013, P.C. in proc. Platamone e altro, Rv. 254302)

    Regole sull'ammissione di documenti in Cassazione

    In Cassazione possono essere prodotti solo documenti che non sono stati esibiti nei precedenti gradi e che non costituiscono nuova prova; documenti preesistenti e non prodotti in primo grado non possono essere valutati ex novo dal giudice di legittimità

Massime di principio

  • La concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale richiede che il richiedente fornisca informazioni precise e verificabili sul domicilio e sulla posizione lavorativa; l'assenza di tali informazioni può giustificare il diniego.
  • La mancata collaborazione con l'autorità giudicante e con gli operatori del servizio sociale è un elemento autonomo e negativo nella valutazione della concedibilità della misura alternativa.
  • Documenti esistenti già al momento del giudizio di merito devono essere prodotti immediatamente: la loro produzione in sede di Cassazione è in genere inammissibile se costituisce nuova prova o richiede valutazioni di merito.
  • L'ufficio di esecuzione penale esterna può essere interpellato dal Tribunale, ma la primaria responsabilità di fornire notizie e documenti è dell'istante; l'attivazione degli uffici esterni non sostituisce l'onere di collaborazione del richiedente.
  • In situazioni analoghe, il difensore deve assicurarsi che domicilio, contratto di locazione e prove della regolare attività lavorativa siano tempestivamente depositati nel procedimento di merito per evitare il rigetto per carenza istruttoria.

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