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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24038/2022 del 22/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Fallarino impugnava la sentenza della Corte d'appello di Napoli che lo aveva condannato per detenzione e cessione di gr. 311,65 di sostanza stupefacente (eroina e crack). Il ricorso in Cassazione deduceva la violazione dell'art. 627, comma 3, c.p.p. e vizi di motivazione, sostenendo che neppure in sede di rinvio la Corte d'appello avrebbe risolto le criticità già rilevate (discrepanze tra verbale di arresto e informativa del 4/11/2014) e che lo stupefacente era stato rinvenuto addosso a Tesauro e non nell'abitazione di Fallarino, per cui la condanna sarebbe infondata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che, dopo il duplice annullamento con rinvio, la Corte d'appello avesse adeguatamente rinnovato l'istruttoria (audizione dell'ispettore Rosario Cilenti) e che la prova orale acquisita abbia risolto le precedenti incongruenze tra verbale di arresto e informativa. Dalla deposizione è emerso che Tesauro si era recato più volte nell'abitazione di Fallarino, che non mostrava segni di occultamento dello stupefacente, e che al momento dell'intervento Tesauro è stato visto uscire e in seguito trovato in possesso della droga contenuta in una busta. La confessione successiva di Tesauro, volta a scagionare Fallarino, è stata ritenuta incompatibile con gli elementi raccolti e quindi inattendibile. La Corte ha quindi confermato la correttezza della valutazione probatoria della Corte d'appello e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 627, comma 3, cod. proc. pen.

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che la rinnovazione dell'istruttoria disposta in sede di rinvio può colmare lacune motivazionali pregresse; se la nuova escussione testimoniale risolve le discrepanze tra atti di indagine, la motivazione del giudice di merito è adeguata e non censurabile in Cassazione

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria disposta in sede di rinvio può sanare precedenti carenze motivazionali se le nuove prove (in particolare la prova orale) risolvono le incongruenze tra gli atti di indagine
  • Le discrepanze tra verbali e informative devono essere espressamente valutate dal giudice: tuttavia, se la valutazione testimoniale credibile chiarisce i contrasti, la Corte può ritenere superate le incongruenze
  • La confessione o dichiarazione di un coimputato finalizzata a scagionare un altro accusato è valutata in rapporto alla sua compatibilità con gli altri elementi di prova e può essere esclusa se intrinsecamente contraddittoria
  • In sede di Cassazione le censure generiche sulla motivazione sono insufficienti: occorre mostrare specifici vizi logici o di apprezzamento della prova tali da rendere manifestamente illogica o insufficiente la decisione
  • Il rito probatorio privilegia la prova orale quando risulti credibile e coerente con il quadro fattuale; la Corte può ritenere prevalente la deposizione diretta degli operanti rispetto a scritti investigativi se motivatamente giustificato

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