Cassazione Penale, Sentenza n. 48665/2022 del 22/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso l'ordinanza del G.I.P. di Pisa che aveva applicato gli arresti domiciliari con controllo elettronico per il reato di rapina aggravata. Il ricorso per cassazione contestava l'apparente illogicità e contraddittorietà della motivazione: in particolare la presunta non credibilità delle dichiarazioni della persona offesa (farmacista) e l'erronea qualificazione della condotta come rapina aggravata, atteso che l'oggetto sottratto (un tester di profumo) sarebbe di scarso o nullo valore economico.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto il motivo infondato: ha confermato che il sindacato di cassazione sulle misure cautelari è limitato alla verifica di violazioni di legge o di manifesta illogicità della motivazione e non può riesaminare il giudizio di fatto o rivalutare la portata degli indizi. Ha ritenuto congrua la valutazione del Tribunale del riesame sulla coerenza delle dichiarazioni della persona offesa, corroborate dal rinvenimento di un coltello addosso all'indagato, e fondata la qualificazione come rapina in quanto il tester aveva comunque un valore economico, seppure modesto. Ha richiamato anche la rilevanza dei precedenti specifici e della dipendenza da stupefacenti ai fini delle esigenze cautelari. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
La rapina è una fattispecie plurioffensiva: oltre all'aggressione della libertà personale mediante violenza o minaccia, è offensivo il patrimonio. La cosa sottratta deve avere comunque un valore economico, anche molto modesto; il valore ridotto può incidere solo sul riconoscimento della circostanza attenuante della tenuità del danno.
La circostanza attenuante del danno di speciale tenuità può essere valutata tenendo conto non solo del valore venale del bene ma del danno complessivo subito dalla persona offesa; pertanto il modesto valore dell'oggetto non esclude automaticamente la rilevanza penale dell'azione.
principio di diritto relativo al sindacato in cassazione sulle misure cautelari (giurisprudenza)
Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari è ammissibile solo per denuncia di violazione di norme o per manifesta illogicità della motivazione; non è consentito il riesame degli elementi di fatto e degli apprezzamenti di merito relativi all'attendibilità delle fonti o alla concludenza degli indizi, salvo vizi logico-giuridici evidenti nella motivazione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione sulle misure cautelari non è lo strumento per rivedere i fatti o riformulare una diversa valutazione delle prove: bisogna denunciarsi violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione.
- Dichiarazioni della persona offesa corroborate da elementi oggettivi (es. rinvenimento di un'arma) sono valutazioni di merito difficilmente sindacabili in cassazione se la motivazione è coerente.
- Per la configurazione della rapina è sufficiente che la cosa sottratta abbia un valore economico anche minimo; il valore assai basso può rilevare solo eventualmente ai fini dell'attenuante per tenuità del danno.
- La presenza di precedenti specifici e fattori personali come la dipendenza da stupefacenti possono giustificare esigenze cautelari e la conferma di misure restrittive.
- Chi intende impugnare una misura cautelare in Cassazione dovrebbe focalizzare le censure su vizi giuridici o contraddizioni nette nella motivazione, non su una diversa lettura dei fatti.
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