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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9405/2024 del 05/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che ha confermato la convalida del sequestro probatorio (19/09/2023) relativo a oltre 770.000 euro in contanti ritrovati in un'autovettura: il ricorrente deduceva violazione di legge per mancata individuazione di un reato presupposto del riciclaggio (fumus commissi delicti), vizio della motivazione per aver giustificato il sequestro con la fungibilità del denaro e la necessità di tracciarne la provenienza, e vizio della motivazione per non avere adeguatamente considerato la documentazione difensiva sulla provenienza lecita del denaro.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale, usando correttamente principi consolidati, abbia potuto desumere l'astratta configurabilità di un reato presupposto (indicando in via astratta delitti in materia di stupefacenti) da elementi logici convergenti: l'ingente somma in contanti, l'occultamento in un vano segreto azionato elettronicamente, l'assenza di una giustificazione immediata, l'incompatibilità con i redditi dichiarati del ricorrente e un video che documentava una consegna sospetta poco prima del controllo. La Corte ha poi richiamato il limite del sindacato di legittimità sulle ordinanze di riesame (ammissibili solo per violazione di legge) e ha escluso la possibilità di sindacare i meri vizi logici della motivazione, salvo che la motivazione sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame avverso provvedimenti impositivi di misure cautelari reali è ammesso soltanto per violazione di legge; non è quindi idoneo a consentire un sindacato libero dei vizi logici della motivazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Esclude il controllo di Cassazione sui vizi logico-motivazionali delle decisioni di merito, salvo che la motivazione presenti vizi talmente gravi da integrare erreur in iudicando o in procedendo (motivazione mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza).

Massime di principio

  • La presenza di ingenti somme in contanti occultate in modi artificiosi, l'assenza di giustificazioni immediate e l'incompatibilità con i redditi noti possono costituire indizi logici sufficienti per ritenere l'astratta configurabilità del reato presupposto di riciclaggio, senza dover ricostruire tutti gli estremi fattuali del reato presupposto.
  • In sede di ricorso per cassazione avverso ordinanze di riesame su misure cautelari reali, il sindacato è limitato a questioni di diritto: i rilievi sulla logica o sulla valutazione degli indizi sono inammissibili salvo che la motivazione sia del tutto carente o irragionevole.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro probatorio su denaro contante, la difesa deve presentare tempestivamente e con documentazione probante (movimenti bancari, atti contrattuali, dichiarazioni fiscali, prove di transazioni lecite) la provenienza lecita; giustificazioni tardive o generiche rischiano di essere ritenute non plausibili.
  • Il sequestro probatorio volto a 'tracciare' la provenienza e a evitare la dispersione di denaro è giustificato anche dalla fungibilità del contante quando esistono indizi concreti di illiceità.
  • Quando gli indizi convergono verso una specifica ipotesi di reato presupposto (es. stupefacenti), il giudice di merito può indicarla in via astratta nella valutazione cautelare, purché la decisione contenga un minimo apparato logico che renda comprensibile l'itinerario motivazionale.

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