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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27113/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale impugnava la sentenza del Tribunale di Bergamo del 01/12/2022 che aveva condannato Iaccarino Carmela per truffa continuata. Il motivo unico denunciava inosservanza o erronea applicazione della legge penale in relazione all'art. 62-bis c.p. (attenuanti generiche) e la mancanza di motivazione circa gli aumenti per continuazione, con conseguente irregolarità e illegittimità della determinazione della pena.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale non avesse motivato la concessione delle attenuanti generiche né effettuato la comparazione con la contestata aggravante e che, in tema di continuazione, il giudice non abbia indicato né la pena base né gli aumenti per i reati satellite, né i criteri adottati per il calcolo, violando l'obbligo motivazionale. Per tali vizi la Cassazione ha annullato la sentenza limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio al Tribunale di Bergamo in diversa composizione per nuovo giudizio sulla pena, dichiarando irrevocabile l'affermazione di responsabilità.

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    La norma sulle attenuanti generiche è stata richiamata perché il giudice deve motivare la loro concessione e la comparazione con eventuali aggravanti; l'assenza di motivazione rende illegittima la determinazione della pena.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato come parametro di controllo per evitare un cumulo materiale di pene e per verificare il rispetto del rapporto di proporzione tra le pene quando si applicano gli aumenti per continuazione.

  • Sezioni Unite, n. 47127 del 24/06/2021 (Rv. 282269 - 01)

    Principio giurisprudenziale secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento per ciascun reato satellite; il livello di motivazione richiesto è proporzionale all'entità degli aumenti e deve consentire la verifica del rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p. evitando cumulo surrettizio.

Massime di principio

  • La concessione delle attenuanti generiche deve essere espressamente motivata e confrontata con eventuali aggravanti; la mancanza di motivazione può viziare la determinazione della pena.
  • In caso di reato continuato il giudice deve: identificare il reato più grave, indicare la pena base, individuare i reati satellite e calcolare e motivare distintamente gli aumenti per ciascuno di essi.
  • La motivazione degli aumenti per continuazione deve essere adeguata all'entità dell'aumento e permettere di verificare il rispetto del rapporto di proporzione tra le pene e dei limiti di cui all'art. 81 c.p.; altrimenti si rischia l'annullamento della determinazione della pena.
  • Se la Cassazione annulla solo la determinazione del trattamento sanzionatorio (e dichiara irrevocabile l'affermazione di responsabilità), il giudice di rinvio deve riesaminare esclusivamente la quantificazione della pena conformemente ai criteri motivazionali indicati dalla Cassazione.
  • Il pubblico ministero può impugnare in Cassazione sentenze di condanna per vizii di legge nella determinazione della pena; l'accoglimento può comportare annullamento e rinvio limitato alla fase sanzionatoria.

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