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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32688/2021 del 09/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia nata da una scrittura privata del 2010 con cui le parti concordarono l'indennità per l'esproprio del "Palazzo De Dominicis-Ricci" e le modalità di pagamento (parte pagata dal Comune, residuo non corrisposto per iscrizioni pregiudizievoli e procedura fallimentare). Le proprietarie diffidarono Comune e Ministero nel 2018 chiedendo la restituzione dell'immobile o l'acquisizione ai sensi dell'art. 42‑bis DPR 327/2001 e il pagamento dell'indennità, sostenendo la risoluzione dell'accordo per inadempimento. Il TAR dichiarò difetto di giurisdizione (materia di diritto privato/obbligazioni), il Consiglio di Stato ribaltò riconoscendo la giurisdizione amministrativa (si trattava di accordo sulla misura dell'indennità collegato alla procedura espropriativa e di silenzio‑inadempimento). Il Comune ha impugnato in Cassazione la decisione del Consiglio di Stato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Comune. Ha distinto le domande: ha dichiarato spettante alla giurisdizione ordinaria (Corte d'appello) la domanda relativa al pagamento dell'indennità di esproprio e alla dichiarazione di risoluzione dell'accordo transattivo; ha dichiarato spettante alla giurisdizione amministrativa (TAR) la domanda relativa all'adozione del provvedimento di espropriazione (o, alternativamente, alla restituzione o all'acquisizione ai sensi dell'art. 42‑bis). Ha cassato la pronuncia del Consiglio di Stato nei termini sopra indicati e ha rimesse le parti ai giudici competenti per separare le questioni e decidere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 133, lett. g), cod. proc. amm.

    Attribuisce al giudice amministrativo la giurisdizione esclusiva sulle controversie relative a espropriazioni e comportamenti riconducibili all'esercizio di potestà pubbliche; la Corte interpreta la norma stabilendo che rientrano nell'esclusiva le domande attinenti ad atti/provvedimenti amministrativi (es. adozione del decreto di esproprio, restituzione o acquisizione ai sensi dell'art. 42‑bis)

  • art. 53, comma secondo, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Precisa che le controversie sulla determinazione e corresponsione delle indennità spettano al giudice ordinario; la Corte conferma che le pretese di pagamento dell'indennità e la risoluzione dell'accordo transattivo hanno natura di diritti soggettivi devoluti al giudice ordinario

  • art. 42‑bis, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Regola l'acquisizione "sanante"; la Corte ricorda che si tratta di un potere discrezionale dell'Amministrazione volto a valutare ragioni pubbliche eccezionali e non di un obbligo che generi un diritto soggettivo del proprietario

  • art. 29, comma secondo, d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150

    Richiamato per individuare la competenza della Corte d'appello in materia di indennità ex esproprio; la Cassazione rinvia la domanda di pagamento dell'indennità alla Corte d'appello competente

  • art. 54 d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Richiama regole di competenza per le controversie sugli indennizzi e rimanda alla disciplina richiamata (art. 29 d.lgs. 150/2011) per la giurisdizione ordinaria

  • art. 110 cod. proc. amm.; art. 360, primo comma, n. 1 cod. proc. civ.; art. 111, comma 8 Cost.

    Richiamati come riferimenti processuali e di legittimità nel ricorso per cassazione; la Corte utilizza i rimedi di legittimità per sindacare la corretta attribuzione di giurisdizione

Massime di principio

  • Quando una controversia nasce da un accordo transattivo relativo a un procedimento espropriativo occorre qualificare le singole domande: quelle dirette a ottenere atti o provvedimenti amministrativi (adozione del decreto di esproprio, restituzione o acquisizione ai sensi dell'art. 42‑bis) spettano al giudice amministrativo; quelle dirette al pagamento dell'indennità o alla dichiarazione di risoluzione dell'accordo per inadempimento hanno natura di diritti soggettivi e spettano al giudice ordinario.
  • Il richiamo formale al "silenzio‑inadempimento" non impone di per sé la giurisdizione amministrativa: è decisiva la natura sostanziale della situazione giuridica sottostante all'istanza (interesse legittimo vs diritto soggettivo).
  • Un accordo transattivo non assume automaticamente efficacia traslativa immediata: la concreta formulazione e la presenza di un rinvio ad un atto o provvedimento successivo determinano la natura negoziale (obbligazioni) o traslativa (cessione immediata).
  • Se in una stessa controversia coesistono domande di giurisdizione diversa, i giudici devono separare le questioni e rimandare le parti alle sedi competenti per ciascuna domanda, evitando la devoluzione automatica dell'intera causa a un solo ordine di giurisdizione.
  • Le domande che implichino valutazioni discrezionali di interesse pubblico (es. applicazione dell'art. 42‑bis per l'acquisizione) sono inestricabilmente connesse all'esercizio di poteri amministrativi e appartengono alla giurisdizione amministrativa.

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