Cassazione Civile, Sentenza n. 32594/2021 del 09/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento relativo all'anno 2004 per maggiori imposte emesso in relazione a operazioni immobiliari di tipo sale and lease back e a una serie di cessioni di partecipazioni societarie. L'Amministrazione aveva contestato un meccanismo di elusione tramite interposizione della societa Mythos e la retrocessione degli immobili ai soci della famiglia Florio, con l'obiettivo di eludere la tassazione delle plusvalenze. La CTR aveva rigettato l'appello del contribuente ritenendo fondata la pretesa erariale sulla base di presunzioni ritenute gravi, precise e concordanti e della continuità aziendale tra Italiafili Old e Italiafili New. La ricorrente deduceva carenza di prove, violazione del divieto di doppia imposizione e vizio di motivazione della sentenza regionale
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure riguardassero valutazioni di merito sulla ricostruzione fattuale e sulla valutazione delle presunzioni, sottratte al sindacato di legittimità salvo vizi di diritto non dedotti. Ha confermato la correttezza del ragionamento della CTR che ha applicato l'art. 37, terzo comma, del DPR 600/1973 sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, osservando che la norma non richiede necessariamente un comportamento fraudolento e può operare anche su operazioni reali usate in modo elusivo. La Corte ha inoltre richiamato il corretto riparto dell'onere della prova: spetta all'Amministrazione provare il disegno elusivo e al contribuente dimostrare le ragioni economiche delle operazioni. Il secondo motivo relativo alla motivazione è stato dichiarato inammissibile alla luce della disciplina attuale dell'art. 360 c.p.c. modificata. Non si provvede sulle spese, essendo l'Agenzia rimasta intimata; rilevato l'obbligo possibile per la società ricorrente del versamento di ulteriore contributo unificato
Norme richiamate
D.P.R. 29/09/1973 n.600
art. 37, art. 37 terzo comma, art. 37 bis, art. 39, art. 41 bis
Art. 37 terzo comma applicato come norma antielusiva che consente di imputare al contribuente i redditi formalmente intestati ad altri quando sussistono presunzioni gravi, precise e concordanti; la norma non richiede necessariamente frode e può operare anche su operazioni reali usate in modo elusivo. Riparto dell'onere della prova: l'Amministrazione deve dimostrare il disegno elusivo e le modalita' di manipolazione; il contribuente deve provare le valide ragioni economiche dell'operazione
D.P.R. 26/10/1972 n.633
Norma richiamata nel contesto dell'accertamento IVA collegato alle operazioni contestate; utilizzata come parte del quadro normativo oggetto dell'avviso di accertamento
D.lgs. 15/12/1997 n.446
Richiamato tra le norme fiscali pertinenti alla materia impositiva generale nel procedimento di accertamento
Codice civile
Art. 2697 e 2727 richiamati in relazione alla ripartizione dell'onere della prova; la Corte ha confermato che la valutazione delle prove e delle presunzioni appartiene al giudice di merito
Codice di procedura civile
art. 116, art. 360 primo comma n.5
Art. 116 citato nell'ambito delle regole processuali; art. 360 primo comma n.5 (nella versione successiva alla modifica) disciplina il vizio di motivazione su fatti decisivi: la Corte ha ritenuto inammissibile il motivo di doglianza perche' attiene a valutazioni di merito o perche' non ha individuato un'omessa valutazione di un fatto storico decisivo secondo i criteri della norma
D.lgs. 2/02/2006 n.40
modifica dell'art. 360 c.p.c.
Richiamato per spiegare la portata della censura ex art. 360 n.5 e l'impossibilita' di invocarla per vizi che non costituiscono omessi esami di fatti decisivi secondo la nuova formulazione
D.P.R. 30/05/2002 n.115
art. 13 comma 1 quater e comma 1 bis
Norme sul contributo unificato; la sentenza rileva la sussistenza dei presupposti per un ulteriore contributo unificato a carico della societa ricorrente, se dovuto
D.L. n.137/2020 conv. con mod.
Richiamato in testa alla decisione come norma procedurale relativa alla formazione dell'atto: la sentenza e' stata emessa ai sensi della disposizione richiamata
Massime di principio
- In casi di presunta interposizione di persona ai fini fiscali la norma di riferimento e' l'art. 37 DPR 600/1973: l'imputazione dei redditi richiede presunzioni gravi, precise e concordanti che rendano plausibile che il soggetto formalmente titolare sia solo interposto
- L'art. 37 non richiede necessariamente dolo: e' sufficiente un uso ingiustificato o deviante di strumenti legittimi volto a eludere il regime fiscale sostanziale dell'operazione
- L'onere della prova e' ripartito: l'Amministrazione deve provare il disegno elusivo e le modalita' di manipolazione degli schemi negoziali; il contribuente deve dimostrare valide ragioni economiche, organizzative o imprenditoriali che giustifichino le operazioni
- Le presunzioni possono essere combinate in una catena inferenziale lineare: se per ogni passaggio il giudice apprezza gravita', precisione e concordanza, non opera il divieto di praesumptum de praesumpto
- Le valutazioni di merito sulla valutazione delle prove e delle presunzioni sono generalmente sottratte al sindacato di legittimita' della Cassazione; le impugnazioni in Cassazione devono mirare a vizi di diritto o a specifiche omissioni di fatti decisivi secondo l'art. 360 c.p.c.
- Per contestare la motivazione di una sentenza regionale occorre precisare un fatto storico decisivo omesso o mal valutato e non limitarsi a sollevare una diversa ricostruzione dei fatti
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