Cassazione Penale, Sentenza n. 30268/2023 del 12/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva annullato le misure cautelari (custodia in carcere per Mondola, arresti domiciliari per Liccardi) disposte dal GIP. Il motivo centrale del ricorso era la errata qualificazione giuridica dei fatti da parte del Tribunale: a fronte di elementi indicanti un sistema organizzato di monetizzazione fraudolenta dei "bonus cultura" (reclutamento di titolari tramite intermediari, uso della libreria come schermo, false registrazioni, fatture inesistenti, cambio di intestazione societaria per eludere sospensioni) il Tribunale aveva ritenuto applicabile l'art. 316-ter cod. pen. (indebita percezione di erogazioni pubbliche) invece della truffa aggravata per erogazioni pubbliche ex art. 640-bis cod. pen., non avendo valutato che i controlli preventivi (art. 8 D.P.C.M. 15/9/2016 n.187 affidati a CONSAP) erano stati elusi con artifici e documenti falsi, con conseguente induzione in errore dell'ente erogatore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata nella parte in cui aveva qualificato i fatti ai sensi dell'art. 316-ter. La Corte ha precisato che, alla luce dell'insieme delle condotte fraudolente e dell'organizzazione posta in essere, risultano presenti gli elementi tipici della truffa aggravata per erogazioni pubbliche (art. 640-bis) e dell'associazione per delinquere, non essendosi trattato di una mera autocertificazione presa atto dall'ente senza alcun riscontro. La Corte ha quindi rinviato al giudice di merito per la nuova valutazione e per gli eventuali provvedimenti cautelari conformi alla qualificazione corretta (truffa 640-bis e correlati), invitando a considerare l'attività fraudolenta complessiva anche a livello indiziario.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)
Gli elementi emersi documentano un'organizzazione finalizzata alla commissione di reati economici, elemento che integra la fattispecie associativa secondo l'interpretazione data dalla Corte.
art. 640-bis cod. pen. (truffa aggravata per indebita percezione di erogazioni pubbliche)
La Corte ha ritenuto applicabile questa norma in presenza di artifici e raggiri volti a indurre in errore l'ente erogatore e a conseguire rimborsi pubblici, ossia quando l'erogazione è effettivamente causata dall'errore indotto.
art. 648-ter cod. pen. (impiego di denaro, beni o utilità provenienti da delitto)
Norma richiamata tra i reati a carico degli indagati; utilizzata per inquadrare le condotte successive di gestione o impiego dei proventi illeciti.
art. 316-ter cod. pen. (indebita percezione di erogazioni pubbliche)
La Corte richiama la natura residuale e sussidiaria della norma rispetto alla truffa: va applicata solo quando manchi l'elemento dell'induzione in errore dell'ente erogatore, mentre nel caso concreto i controlli preventivi erano stati elusi da artifici idonei a determinare l'errore.
D.P.C.M. 15 settembre 2016 n. 187, art. 8
L'art. 8 disciplina il riscontro preventivo da parte di CONSAP delle fatture e dei dati presenti sulle piattaforme, precedente e funzionale alla liquidazione: la Corte rileva che tale controllo è effettivo e può essere eluso mediante false dichiarazioni e documentazione, configurando così la possibile induzione in errore.
D.P.C.M. 15 settembre 2016 n. 187, art. 9
Regola i controlli successivi e gli aspetti sanzionatori posti a carico del MIBACT; la Corte ne segnala l'esistenza quale fase ulteriore rispetto al riscontro preventivo previsto dall'art. 8.
Massime di principio
- Distinguere sempre tra art. 316-ter (indebita percezione di erogazioni pubbliche) e art. 640-bis (truffa aggravata per erogazioni pubbliche) valutando concretamente la presenza dell'induzione in errore dell'ente erogatore: se l'ente è stato effettivamente indotto in errore da artifici, false dichiarazioni o documenti falsi, è più appropriata la qualificazione per truffa.
- La presenza di controlli preventivi formalmente previsti (es. art. 8 D.P.C.M. n.187 affidati a CONSAP) non esclude la configurabilità della truffa se è dimostrabile che tali controlli sono stati elusi tramite raggiri o falsificazioni.
- La qualificazione giuridica deve tener conto dell'intero sistema fraudolento (metodo organizzato, ruolo di intermediari, reiterazione, uso di societa' schermo), non solo della forma amministrativa della procedura di erogazione.
- In sede cautelare il giudice deve valutare i dati indiziari nel loro insieme: una ricostruzione che ignora l'attività organizzata e gli artifici può portare a una erronea sottovalutazione del pericolo investigativo e della gravità indiziaria.
- Quando il comportamento ha carattere associativo e presenta una pluralità di condotte decettive e documentali, è lecito per l'accusa chiedere la ricondizione dei fatti alla truffa aggravata e ai reati connessi; il giudice deve motivare in modo puntuale il perché ritenga prevalente la fattispecie residuale (316-ter) rispetto alla truffa.
- La quantificazione e l'aggregazione degli importi percepiti possono influire sulla qualificazione tra illecito amministrativo e reato penale: valutare attentamente la somma percepita in unica o in più condotte integrate.
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