Sentenza del 28/06/2016 n. 13327 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’Agenzia delle entrate ha impugnato in cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, depositata il 14 giugno 2012, che aveva confermato l’accoglimento del ricorso del contribuente contro l’avviso di liquidazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale. L’avviso revocava le agevolazioni prima casa relative all’acquisto, avvenuto con atto del 1° febbraio 2007, ritenendo l’immobile di lusso ai sensi del D.M. 2 agosto 1969, art. 5: l’abitazione avrebbe superato i 200 mq e l’area scoperta pertinenziale sarebbe stata superiore di oltre sei volte all’area coperta. Con il primo motivo l’Agenzia sosteneva che bastasse anche uno solo dei due requisiti; con il secondo lamentava che la CTR non avesse valutato la perizia dell’UTE, che indicava una superficie complessiva di circa 207 mq.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i motivi e, quindi, il ricorso dell’Agenzia delle entrate. Ha stabilito che i requisiti previsti dall’art. 5 del D.M. 2 agosto 1969 devono ricorrere congiuntamente: la sola estensione dell’area scoperta non è sufficiente a escludere l’agevolazione. Inoltre, la perizia dell’UTE comprendeva 38 mq di locali interrati, tra cui una cantina; esclusi i locali non computabili, la superficie utile risultava pari a 169 mq, inferiore alla soglia di 200 mq. Resta dunque confermato il riconoscimento dell’agevolazione al contribuente. L’Agenzia è stata condannata a rifondere le spese processuali, liquidate in 5.000 euro, oltre agli accessori di legge.
Norme richiamate
D.M. 2 agosto 1969, art. 5
Entrambe le condizioni debbono, pertanto, sussistere mentre è escluso che una sola di esse valga ad escludere l'agevolazione.
Per qualificare l’abitazione come di lusso ai fini della disposizione devono coesistere sia una superficie utile complessiva superiore a 200 mq, calcolata escludendo gli spazi indicati dalla norma, sia un’area scoperta pertinenziale superiore di oltre sei volte l’area coperta. La presenza di uno soltanto dei requisiti non comporta la perdita dell’agevolazione.
È il parametro processuale invocato dall’Agenzia per denunciare la violazione di legge; il relativo motivo è stato rigettato perché l’interpretazione dell’art. 5 proposta dalla ricorrente era infondata.
È il parametro processuale invocato per denunciare il vizio di motivazione sulla valutazione della superficie. La censura è stata rigettata: dalla stessa perizia richiamata dall’Agenzia, sottraendo i 38 mq di locali interrati non computabili, risultava una superficie utile di 169 mq.
Massime di principio
- Quando una norma individua più requisiti congiunti per qualificare un immobile come di lusso, l’agevolazione può essere disconosciuta soltanto se risultano provati tutti i requisiti, non sulla base di uno solo.
- La superficie rilevante va calcolata applicando le esclusioni previste dalla norma: locali quali cantine, soffitte, balconi e altri spazi espressamente esclusi non concorrono alla soglia dimensionale.
- Nel contestare una valutazione della superficie, occorre considerare il contenuto effettivo degli elementi tecnici prodotti: una perizia che indica una superficie lorda o complessiva può, una volta sottratte le parti non computabili, confermare il mancato superamento della soglia.
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