Cassazione Penale, Sentenza n. 20556/2024 del 23/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Catania che aveva confermato la sua condanna per il delitto di cui all'art. 335 c.p., deducendo vizio di motivazione: sostiene che la mancata vigilanza del veicolo sequestrato, di cui era stato nominato custode, dipese da causa di forza maggiore consistente nei periodi di detenzione che gli avrebbero impedito di informare le autorità della scomparsa del mezzo.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere generico e reiterativo. Ha ritenuto corretta e logica la motivazione della Corte di merito, che ha fondato la responsabilità colposa sulla mancata comunicazione alle forze dell'ordine della sparizione del veicolo e ha escluso la causa di forza maggiore, rilevando che il ricorrente era stato in grado di tornare all'indirizzo di custodia in periodi di libertà e che gli era stata notificata la confisca. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La norma è stata interpretata nel senso che il custode nominato di un bene sequestrato ha l'obbligo di vigilanza e di comunicazione alle autorità della perdita del bene; la mancata comunicazione integra responsabilità colposa quando non sussiste impedimento assoluto alla prestazione.
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. I. n. 176 del 2020
Richiamato come base procedurale per lo svolgimento del giudizio a trattazione scritta in Cassazione; non incide sul merito della valutazione della responsabilità.
Massime di principio
- La detenzione dell'imputato non esclude automaticamente la responsabilità del custode di un bene sequestrato: occorre provare che la detenzione abbia reso impossibile, in modo assoluto, l'adempimento dell'obbligo (forza maggiore).
- Se il custode ha periodi di libertà nei quali avrebbe potuto adempiere o è stato informato di provvedimenti relativi al bene (es. confisca), la causa di forza maggiore viene esclusa e la mancata comunicazione può costituire colpa.
- Argomentazioni generiche o reiterative già valutate nei gradi precedenti sono inammissibili in Cassazione; il ricorso deve confrontarsi specificamente e puntualmente con la motivazione impugnata.
- Per contestare con successo la responsabilità occorre fornire evidenze concrete (date, prove della impossibilità materiale di comunicare, documentazione della detenzione che copra integralmente i momenti rilevanti) e non solo affermazioni generiche.
- La responsabilità colposa del custode si configura quando viene meno l'elemento psicologico richiesto (diligenza necessaria): la semplice fuoriuscita materiale del bene dalla disponibilità non esclude la colpa se non è dimostrata l'impraticabilità degli obblighi di custodia.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 23 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20323/2024 del 23/05/2024
- Sentenza penale · 23 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20324/2024 del 23/05/2024
- Sentenza penale · 23 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20325/2024 del 23/05/2024
- Sentenza penale · 23 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20326/2024 del 23/05/2024
- Sentenza penale · 23 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20327/2024 del 23/05/2024
- Sentenza penale · 23 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20328/2024 del 23/05/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →