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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16554/2022 del 28/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso il rigetto, da parte della Corte di Appello, della domanda di riabilitazione presentata da Consiglio Casamonica dopo la cessazione della sorveglianza speciale (cessata il 22/01/2018). La Corte di Appello ha ritenuto che nel triennio successivo vi fosse una segnalazione di incontro (10/03/2018) con un soggetto con precedenti (Perugini Davide) e che il richiedente conducesse un tenore di vita lussuosamente arredato incompatibile con le modeste entrate previdenziali del coniuge convivente, oltre a valutazioni negative sulla condotta morale e civile; tali elementi hanno portato a ritenere non provata la "prova effettiva e costante di buona condotta" richiesta dall'art. 70 del d.lgs. 159/2011. Con il ricorso in Cassazione si deducevano erronea valutazione della prova e illogicità della motivazione, sostenendo che non vi fossero ricadute delittuose o fatti sospetti tali da impedire la riabilitazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo non sindacabile il percorso argomentativo della Corte di Appello che aveva valorizzato la segnalazione di frequentazione con pregiudicato e il tenore di vita incompatibile con le entrate familiari, in relazione al requisito della prova costante ed effettiva di buona condotta. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento, a titolo di sanzione per la proposizione di un ricorso inammissibile, della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Sentenza pronunciata in Roma il 31/03/2022.

Norme richiamate

  • art. 70 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    La norma richiede per la riabilitazione la prova "effettiva e costante" di buona condotta; la Corte ha interpretato questo requisito come valutazione non limitata alla mera astensione da reati, ma estesa a comportamenti e fatti indicatori di reale rispetto delle regole della convivenza sociale e del recupero a un modello di vita corretto.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione citata

    Sez. 1, n. 8030 del 23.1.2019; Sez. 1, n. 19767 del 15/12/2020; Sez. 2, n. 29222 del 9/9/2020

    Costante indirizzo secondo cui, nella materia delle misure di prevenzione e della riabilitazione, la valutazione della personalità e della condotta deve tenere conto non solo dell'assenza di nuovi reati ma anche di elementi di vita e di comportamento che siano sintomatici del rispetto stabile delle regole sociali; tali elementi possono includere frequentazioni, tenore di vita e segnalazioni informative.

Massime di principio

  • La riabilitazione richiede una "prova effettiva e costante" di buona condotta: non basta non aver commesso nuovi reati, è necessario dimostrare comportamenti coerenti con il recupero sociale.
  • Elementi non criminali (es. tenore di vita ingiustificato rispetto a redditi dichiarati, frequentazioni con persone pregiudicate, segnalazioni informative) possono essere valutati negativamente e ostare alla riabilitazione se indicano mancato distacco da realtà criminali o assenza di recupero.
  • In fase di impugnazione in Cassazione la valutazione di merito (sicché la valutazione delle prove e del tenore di vita) è poco sindacabile se la motivazione della corte di merito è logica e congrua; la Cassazione controlla soprattutto la correttezza giuridica e la logicità della motivazione.
  • Per aumentare le possibilità di successo in casi simili è utile produrre prove documentali e testimoniali che giustifichino il tenore di vita (contratti, bonifici, redditi leciti), attestazioni di distacco da rapporti criminosi, documentazione di inserimento sociale e lavorativo e assenza di comportamenti antisociali.
  • Proporre ricorsi manifestamente infondati o inammissibili espone al rischio di condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle Ammende.

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