Sentenza n. 611/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Convocazione del Consiglio comunale di Grotteria dell'8 ottobre 2024 e variazione di bilancio adottata con deliberazione della Giunta municipale n. 29 del 13 settembre 2024
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti avevano impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, la convocazione del Consiglio comunale e la variazione di bilancio, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali. Nel corso del giudizio, prima della scadenza dei termini per il deposito delle memorie, hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione, chiedendo la compensazione delle spese. Il Comune ha aderito alle conclusioni dei ricorrenti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha rilevato che, a fronte dell'inequivoca dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione e in assenza di repliche o richieste contrarie, opera il principio dispositivo in senso ampio: il giudice non può decidere d'ufficio il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve prendere atto della dichiarazione e definire il giudizio in rito. Le spese sono state integralmente compensate, considerata la natura processuale della decisione e la concorde richiesta delle parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
Richiamato dal giudice insieme all'art. 35 c.p.a. nel quadro processuale della decisione.
Il giudice rileva che la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse è stata depositata prima della scadenza dei termini per il deposito delle memorie.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente e inequivocabilmente, prima della trattenuta della causa in decisione, di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, senza decidere il merito d'ufficio.
- Nel processo amministrativo, in assenza di repliche o di diverse richieste delle altre parti, il principio dispositivo in senso ampio attribuisce al ricorrente la disponibilità dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione; il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
- La concorde richiesta delle parti può giustificare la compensazione integrale delle spese quando il giudizio è definito con una pronuncia processuale di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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