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Sentenza

Sentenza n. 14686/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del provvedimento, emesso il 13 dicembre 2022, notificato a mani il 14 dicembre 2022, con cui il Consolato Generale d'Italia ad -OMISSIS- rigettava l'istanza di rilascio di visto di ingresso per motivi di studio presentata dalla sig.ra -OMISSIS- il 7 novembre 2022

Giustizia amministrativa202305928

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio del visto di ingresso per motivi di studio adottato da un Consolato Generale d'Italia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di studio richiesto per frequentare un corso di laurea in Data Analytics presso un'università italiana. Il diniego era motivato dall'insufficiente dimostrazione della finalità del viaggio, poiché l'ammissione universitaria era stata accordata con riserva e non erano stati prodotti titoli di studio adeguati; dall'inidoneità dell'alloggio, limitato a una prenotazione alberghiera di un mese e distante dalla sede del corso, nonché dalla prenotazione del solo viaggio di andata; dall'insufficiente prova dei mezzi economici personali, caratterizzati da versamenti rilevanti e non riconducibili a fonti verificabili; dalla carenza della documentazione relativa al sostegno economico del padre, non originale e priva di traduzione legalizzata, oltre che non idonea a dimostrare il reddito; e dall'esistenza di un precedente diniego e di una pratica sostanzialmente gemella presentata da un'altra persona, elementi ritenuti indicativi di una finalità di viaggio diversa dallo studio. La ricorrente aveva ricevuto il preavviso di rigetto ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990, ma non aveva prodotto ulteriore documentazione idonea a comprovare il mantenimento per l'intero periodo di studi. Il testo non riporta analiticamente le singole censure formulate nel ricorso, ma dà conto della contestazione dell'impianto motivazionale del diniego.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo che le doglianze non fossero idonee a superare la motivazione del diniego. In particolare, ha valorizzato l'istruttoria consolare relativa alla finalità non sufficientemente dimostrata del viaggio, alla riserva posta dall'università sull'immatricolazione, alla mancanza di titoli di studio, all'inadeguatezza della sistemazione e della documentazione di viaggio, nonché all'insufficiente e non verificabile dimostrazione delle risorse economiche personali e familiari. È stata inoltre considerata rilevante la mancata produzione di documenti integrativi dopo il preavviso di rigetto. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • artt. 39 e 39-bis d.lgs. 286/1998

    Costituiscono, secondo il provvedimento, il quadro normativo di riferimento per il rilascio del visto di studio di lunga durata.

  • artt. 40, comma 9, lett. a), 44-bis, 46 e 47 d.P.R. 394/1999

    Sono richiamati quali disposizioni regolatrici dei requisiti e della procedura per il visto di studio.

  • art. 4, comma 2, e Allegato A, punto 15, decreto interministeriale n. 850/2011

    Disciplina, nel quadro indicato dal giudice, i requisiti per il rilascio dei visti di ingresso, compreso il visto per studio.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto è stato notificato alla richiedente prima dell'adozione del diniego; la mancata produzione di ulteriore documentazione è stata valorizzata nella decisione.

  • art. 39, comma 3, d.lgs. 286/1998

    È richiamato con riguardo alla necessità di un'adeguata copertura assicurativa sanitaria per lo studente.

  • circolare MIUR relativa all'anno accademico 2022/2023

    Individua, secondo la sentenza, i requisiti documentali ed economici richiesti agli studenti internazionali, tra cui mezzi di sussistenza, disponibilità per il rimpatrio, alloggio e copertura assicurativa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati personali nella diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato quale fondamento della tutela dei dati personali particolari.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    È richiamato, unitamente alla disciplina europea e nazionale sulla protezione dei dati, per l'oscuramento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

Massime di principio

  • Nel giudizio sul diniego di un visto di ingresso per motivi di studio, la richiedente deve dimostrare in modo credibile e documentato la finalità formativa del viaggio e il possesso dei requisiti economici, abitativi, assicurativi e di rimpatrio richiesti dalla normativa applicabile.
  • La disponibilità di mezzi economici per il soggiorno di studio non è dimostrata dalla mera esistenza di saldi o versamenti sui conti correnti quando i movimenti rilevanti provengano da fonti non verificabili e non siano accompagnati da documentazione idonea a spiegarne l'origine e la stabilità.
  • La documentazione relativa al sostegno economico familiare può essere disattesa quando non sia prodotta in originale o con la traduzione legalizzata richiesta e, comunque, non consenta di verificare il reddito o la capacità economica del garante.
  • Un'ammissione universitaria subordinata alla verifica dei requisiti linguistici e dei titoli di studio, accompagnata dalla mancata produzione dei titoli stessi, può concorrere a rendere non sufficientemente comprovata la finalità di studio del viaggio.
  • Dopo la comunicazione del preavviso di rigetto, la mancata produzione di documentazione ulteriore idonea a dimostrare il mantenimento per l'intero periodo di studi consente all'amministrazione di confermare il diniego fondato sull'insufficienza dei requisiti economici.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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