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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42849/2024 del 22/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente deduce un unico motivo di cassazione per violazione di legge e nullità del giudizio per omessa notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari al difensore d'ufficio originariamente nominato. Si censura l'illegittima nomina di un nuovo difensore d'ufficio, violando il principio dell'immutabilità della difesa e senza i presupposti dell'art. 97, comma 4, cod. proc. pen., dopo che il Tribunale aveva restituito gli atti al Pubblico Ministero affinché procedesse per il reato di rapina anziché per furto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il primo procedimento per furto si fosse concluso con la restituzione degli atti al Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 521 cod. proc. pen., sicché il successivo esercizio dell'azione penale per rapina ha dato luogo a un nuovo procedimento distinto. In tale nuovo procedimento la nomina di un diverso difensore d'ufficio non comporta nullità e non viola il principio dell'immutabilità della difesa, salvo concreta dimostrazione di pregiudizio, che la ricorrente non ha fornito. La Corte ha inoltre richiamato precedenti giurisprudenziali in senso analogo. Rigetto del ricorso e condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 521 cod. proc. pen.

    La restituzione degli atti al Pubblico Ministero 'per le determinazioni di competenza' pone fine al primo procedimento; il successivo esercizio dell'azione penale per un diverso reato origina un nuovo procedimento autonomo.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Prevede i casi eccezionali di sostituzione del difensore d'ufficio nel corso dello stesso procedimento; la Corte ha ritenuto che tali limiti non sono stati violati quando si è trattato invece di un procedimento nuovo e distinto.

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 1245 del 23/11/2017 (Chitu)

    Richiamata dalla Corte per distinguere i casi di regressione endoprocedimentale (in cui permane lo stesso procedimento) da quelli in cui si instaura un procedimento nuovo per diverso reato; la pronuncia sottolinea che l'immutabilità della difesa opera soprattutto nell'ambito dello stesso procedimento e richiede la prova di concreta lesione del diritto di difesa per determinare la nullità.

Massime di principio

  • La restituzione degli atti ai sensi dell'art. 521 cpp conclude il procedimento originario: se il PM esercita poi l'azione per un diverso reato, si forma un nuovo procedimento e possono essere nominati nuovi difensori d'ufficio senza violare il principio di immutabilità della difesa.
  • Per ottenere la nullità processuale per omessa notifica o per sostituzione del difensore occorre dimostrare una concreta e specifica lesione del diritto di difesa; mera violazione formale non è sufficiente.
  • Le eccezioni previste dall'art. 97, comma 4, cpp sono rilevanti solo se la sostituzione del difensore avviene nell'ambito dello stesso procedimento; quando vi è un procedimento autonomo la limitazione non opera allo stesso modo.
  • Se si contesta la mancata notifica dell'avviso di conclusione indagini, la strategia difensiva efficace richiede di provare in che modo l'assenza dell'avviso abbia effettivamente pregiudicato l'attività difensiva (es. impedimento a svolgere indagini difensive o a proporre istanze difensive rilevanti).
  • Quando l'accusa viene modificata da furto a rapina con diversa competenza (monocratico vs collegiale), è prevedibile la formazione di un nuovo fascicolo: il difensore deve valutare la necessità di chiedere il collegamento o di rappresentare immediatamente l'interesse dell'imputato nel nuovo procedimento.

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