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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42887/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che, riformando l'assoluzione del giudice di pace, le ha condannate al risarcimento dei danni. Il motivo principale denunciato è vizio di motivazione: la sentenza di appello non ha fornito una valutazione rigorosa e motivata delle prove dichiarative, limitandosi a richiamare orientamenti di legittimità senza ricostruzione dei fatti né espressa valutazione della coerenza e concordanza delle dichiarazioni, e non ha proceduto alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale con il nuovo esame della persona offesa la cui testimonianza era decisiva

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio, già affermato dalle Sezioni Unite, secondo cui il giudice d'appello che revochi una sentenza di assoluzione basata su valutazioni di prove dichiarative deve procedere, anche d'ufficio, alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale (art. 603 cod. proc. pen., comma 3 e 3-bis). Nel caso di specie l'appello ha fatto una diversa valutazione dell'attendibilità della testimonianza della persona offesa senza rinnovarne l'esame; perciò la Corte ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado di appello

Norme richiamate

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo - art. 6, par. 3, lett. d)

    Impone che l'imputato abbia la possibilità di esaminare o far esaminare i testimoni a carico; tale principio è invocato per richiedere che, se in appello si rivede la valutazione di prove dichiarative decisive, venga rinnovata l'istruzione per consentire l'esame delle stesse dichiarazioni

  • Codice di procedura penale - art. 603

    Il comma 3 autorizza il giudice d'appello a disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale; il comma 3-bis (introdotto dalla legge 23 giugno 2017, n. 103) prescrive la rinnovazione dell'istruzione nel caso di impugnazione della sentenza di proscioglimento per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103

    art. 1, comma 58 (introduzione comma 3-bis art. 603 c.p.p.)

    Ha introdotto nel codice la specifica previsione che obbliga alla rinnovazione dell'istruzione dibattimentale quando la riforma dell'assoluzione si fonda su diversa valutazione della prova dichiarativa

  • Giurisprudenza Sezioni Unite (Cremonini, Sez. U. n. 22065 del 28/01/2021)

    Sez. U. n. 22065 del 28/01/2021

    Ha stabilito il principio che il giudice d'appello non può riformare l'assoluzione basandosi su una diversa valutazione di prove dichiarative decisive senza rinnovare l'istruzione dibattimentale; principio applicabile anche quando la riforma è limitata agli effetti civili

Massime di principio

  • Se l'appello riforma un'assoluzione basandosi su diversa valutazione di testimonianze decisive, il giudice d'appello è tenuto a rinnovare l'istruzione dibattimentale e a far esaminare nuovamente i soggetti che hanno reso quelle dichiarazioni, anche d'ufficio
  • La rinnovazione dell'istruzione è obbligatoria ai sensi dell'art. 603 c.p.p., comma 3-bis, introdotto dalla legge n. 103/2017, quando la questione riguarda la valutazione della prova dichiarativa
  • La mancata rinnovazione dell'istruzione, se la riforma si fonda su diversa valutazione di dichiarazioni decisive, comporta l'annullamento della sentenza di appello e il rinvio per nuovo giudizio
  • Il principio è valido anche quando la riforma dell'assoluzione riguarda soltanto gli effetti civili (condanna al risarcimento): il giudice deve comunque rinnovare le dichiarazioni decisive
  • In casi analoghi, difensori e parte civile devono sollecitare espressamente l'assunzione della prova mediante rinnovazione; il giudice d'appello, invece, deve motivare compiutamente l'apprezzamento della credibilità se decide di non disporre la rinnovazione

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