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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26589/2021 del 30/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce da un procedimento di espropriazione per pubblica utilità relativo a un terreno sito in Messina, occupato per la realizzazione di un centro di raccolta rifiuti. La Corte d'appello aveva determinato l'indennità di esproprio in favore del proprietario, valorizzando il bene sulla base della qualificazione urbanistica della zona di PRG in cui ricadeva. La società espropriante ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione ex art. 360, n. 5, c.p.c., sostenendo che il CTU e la Corte di merito avessero erroneamente qualificato il vincolo urbanistico come conformativo e non espropriativo-localizzativo, con conseguente errata attribuzione di una edificabilità, sia pure limitata, e quindi di un valore sproporzionato ai terreni. Il resistente ha proposto controricorso e ricorso incidentale con due motivi sulle spese di lite, contestando la regolazione delle spese processuali e delle spese di consulenza tecnica d'ufficio, nonché la liquidazione del compenso professionale in base al d.m. n. 55 del 2014.

La decisione

La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo principale, perché non deduceva un vero omesso esame di un fatto storico decisivo, ma una diversa lettura delle risultanze e delle norme urbanistiche, e perché il vizio di motivazione nei termini di insufficienza e contraddittorietà non è più configurabile nel nuovo testo dell'art. 360, n. 5, c.p.c. Ha inoltre affermato che, nel caso concreto, la qualificazione della zona di PRG come area con vincolo conformativo era corretta e influiva legittimamente sulla stima del bene con metodo sintetico-comparativo. Anche il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile per genericità: la Corte ha osservato che la regolazione delle spese segue il principio di soccombenza, che la liquidazione delle spese è rimessa al giudice di merito entro i limiti tabellari, e che le spese di consulenza tecnica d'ufficio, essendo costi processuali nell'interesse della giustizia, possono essere poste a carico delle parti o compensate senza violare il divieto di condanna della parte vittoriosa. In conclusione, entrambi i ricorsi sono stati rigettati e le spese di lite sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio

    Il vizio è limitato all'omesso esame di un fatto storico, preciso e decisivo; non consente di censurare la mera diversa valutazione delle risultanze istruttorie o le argomentazioni giuridiche del giudice di merito.

  • artt. 91 e 92 c.p.c.

    Le spese di lite seguono il principio della soccombenza, ma la compensazione e la liquidazione delle spese rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito, nei limiti di legge e senza porre spese a carico della parte interamente vittoriosa.

  • d.m. 55 del 2014

    La liquidazione del compenso professionale deve rispettare i parametri tabellari vigenti.

  • d.m. 2 aprile 1968 n. 1444

    Richiamato per la definizione urbanistica di area destinata a parco pubblico attrezzato urbano e territoriale.

  • art. 55 delle NTA del PRG

    La disposizione urbanistica di piano è stata interpretata nel senso di imporre un vincolo conformativo di inedificabilità per la zona F2.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5, c.p.c. non è ammissibile dedurre una mera contestazione sulla valutazione delle prove o sull'interpretazione delle norme applicate dal giudice di merito: il fatto omesso deve essere un preciso accadimento storico, decisivo e non esaminato.
  • In materia di espropriazione per pubblica utilità, ai fini della stima dell'indennità occorre distinguere tra vincoli conformativi e vincoli preordinati all'esproprio: i primi, se derivanti dalla zonizzazione generale dello strumento urbanistico, incidono sul valore del bene; i secondi, se imposti per la localizzazione di un'opera pubblica su beni determinati, devono essere ignorati nella stima.
  • La qualificazione urbanistica dell'area va compiuta in base agli strumenti urbanistici vigenti al momento dell'espropriazione e alla destinazione impressa alla zona nel suo complesso, non alla sola utilità concreta dell'opera pubblica da realizzare.
  • Le spese di consulenza tecnica d'ufficio sono spese processuali sostenute nell'interesse della giustizia e possono essere regolate dal giudice di merito anche mediante compensazione, senza che ciò contrasti con il principio secondo cui la parte totalmente vittoriosa non può essere condannata alle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConformità urbanistica e catastale
RamiProcesso civileImmobiliare
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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