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Ordinanza

Ordinanza n. 1603/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento di diniego dell'istanza intesa ad ottenere il rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato emesso in data 28/08/2025 e notificato in pari data; - del provvedimento di revoca del nulla osta al visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato emesso in data 25/08/2025 dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Bologna;

Giustizia amministrativa202513136

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto, secondo l'orientamento richiamato, della legittimazione del potenziale datore di lavoro a impugnare il diniego del visto e dell'interesse a contestare autonomamente la revoca del nulla osta quando il diniego del visto sia divenuto inoppugnabile per mancata impugnazione da parte del lavoratore straniero legittimato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato e revoca del nulla osta al visto di ingresso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministeri)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il diniego del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato adottato il 28 agosto 2025 e la revoca del nulla osta al visto disposta il 25 agosto 2025 dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Bologna. Il TAR ha ritenuto dirimente, in sede cautelare, la questione della legittimazione e dell'interesse a ricorrere del potenziale datore di lavoro: secondo la consolidata giurisprudenza della Sezione, il datore di lavoro non è legittimato a impugnare il diniego del visto adottato nei confronti del lavoratore straniero e, qualora tale diniego divenga inoppugnabile per mancata impugnazione da parte del soggetto legittimato, il datore di lavoro non ha neppure interesse a ottenere l'annullamento della revoca del nulla osta.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale, che nel caso concreto è stata respinta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il potenziale datore di lavoro non è legittimato a impugnare il diniego del visto di ingresso adottato nei confronti del lavoratore straniero.
  • Quando il diniego del visto di ingresso diviene inoppugnabile per mancata impugnazione da parte del lavoratore straniero legittimato, il potenziale datore di lavoro non ha interesse a ottenere l'annullamento della revoca del nulla osta disposta dallo Sportello Unico per l'Immigrazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaLegittimazione e interesse a ricorrereTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTutela cautelare

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