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Ordinanza

Ordinanza n. 174/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600324

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Questore di Padova che dispone, ai sensi dell'art. 100 T.U.L.P.S., la sospensione per trenta giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande esercitata mediante SCIA

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento e la sospensione cautelare, il provvedimento con cui il Questore di Padova ha disposto la sospensione per trenta giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande intestata al socio accomandatario e legale rappresentante dell'impresa. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. In sede cautelare, il TAR ha rilevato che l'Amministrazione si era costituita senza depositare gli atti del procedimento, ritenendo necessario acquisirli per poter decidere sulla domanda cautelare.

La decisione

Il TAR ha disposto un incombente istruttorio, ordinando alla Questura di Padova di depositare in giudizio gli atti del procedimento entro quindici giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza. Ha rinviato il prosieguo dell'esame della domanda cautelare alla camera di consiglio del 15 aprile 2026. Nelle more, ha sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato, ritenendo sussistente un pregiudizio per il ricorrente derivante dalla sua esecuzione. L'ordinanza non definisce il merito della controversia né formula una valutazione conclusiva sulla legittimità della sospensione disposta dal Questore.

Norme richiamate

  • art. 100 T.U.L.P.S. r.d. n. 773/1931

    sospensione per giorni 30 della licenza

    È indicato quale base normativa del provvedimento questorile di sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande; l'ordinanza non ne esamina nel merito i presupposti applicativi.

  • art. 55 c.p.a.

    Visto l’art. 55 cod. proc. amm.

    Costituisce la base processuale della domanda e della decisione cautelare, senza che l'ordinanza ne sviluppi ulteriormente l'interpretazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2

    È richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    È richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a fondamento della tutela dei dati identificativi mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione resistente si costituisce senza depositare gli atti del procedimento necessari per esaminare la domanda cautelare, il giudice amministrativo può disporne l'acquisizione mediante un ordine istruttorio rivolto all'amministrazione, fissando un termine per il deposito.
  • In presenza di un pregiudizio derivante dall'immediata esecuzione dell'atto impugnato e in attesa dell'acquisizione degli atti del procedimento, il giudice amministrativo può sospenderne provvisoriamente l'efficacia fino al prosieguo dell'esame della domanda cautelare.
  • La sospensione cautelare disposta nelle more dell'acquisizione documentale ha natura interinale e non implica una decisione definitiva sulla legittimità dell'atto impugnato.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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