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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38876/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva accolto l'istanza di ricusazione proposta dal P.M., deducendo la violazione degli artt. 127, 41, co. 3, e 178, co. 1, lett. c) c.p.p. Sosteneva di non aver ricevuto l'avviso ex art. 41, co. 3 c.p.p. per partecipare all'udienza di trattazione dell'istanza di ricusazione e di non aver potuto interporsi sul tema della fondatezza della ricusazione proposta dal pubblico ministero e dal coimputato Prenesti Antonio; perciò deduceva la nullita dell'udienza ex art. 178, lett. c) c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Pur richiamando il principio secondo cui la ricusazione ha natura personalissima ma coinvolge l'interesse di tutte le parti e pertanto la procedura deve garantire la partecipazione e il contraddittorio (richiamo ad art. 127 e art. 41 c.p.p.), la Corte ha rilevato che il ricorrente non ha allegato al ricorso copia del decreto che dispone il giudizio nei suoi confronti, atto necessario per dimostrare la sua posizione di coimputato e la presunta omissione della notifica. Tale omissione ha violato il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione: la parte che deduce la nullità di un atto non presente nel fascicolo deve indicarlo e allegarlo. Per questo motivo il ricorso è stato respinto come inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 127 c.p.p.

    Riferimento alla procedura generale di ricusazione che impone l'obbligo di avviso e consente la partecipazione di tutte le parti; la Corte sottolinea che questo richiamo conferma la necessità di contraddittorio per la verifica dell'imparzialità del giudice.

  • art. 41 c.p.p., comma 3

    Prevede l'avviso alle parti per la trattazione dell'istanza di ricusazione; la Corte interpreta l'art. 41 come richiamante la procedura di cui all'art.127 senza limitazioni e quindi come norma che impone comunicazione e possibilità di partecipazione a tutte le parti interessate.

  • art. 178 c.p.p., comma 1, lett. c)

    Richiamata in relazione alla possibile nullità dell'udienza; la doglianza di nullità è stata valutata alla stregua della regolarità della procedura e dell'avvenuta o mancata notificazione.

  • principio di autosufficienza del ricorso per cassazione

    La Corte afferma che chi impugna per cassazione e deduce la nullità di atti non contenuti nel fascicolo trasmesso deve indicare e allegare tali atti al ricorso; l'omissione comporta l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nelle impugnazioni per vizi procedurali relative alla mancata notifica di udienze occorre allegare al ricorso tutti gli atti necessari a dimostrare la propria posizione e la presunta omissione; l'assenza di tali documenti rende il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza.
  • La procedura di ricusazione, pur essendo iniziativa personale, richiede la partecipazione e l'avviso a tutte le parti interessate conformemente agli artt.127 e 41 c.p.p.; la mancata effettiva partecipazione delle parti che dimostrino di non essere state avvisate può costituire motivo di censura, purché provato con documenti.
  • Non è efficace limitare l'accesso al contraddittorio in funzione della provenienza della ricusazione (P.M. o parte civile): la giurisprudenza evita distinzioni che introducano incertezza e contenzioso procedurale.
  • Prima di proporre ricorso per cassazione su questioni di nullità procedurale, verificare che tutti gli atti rilevanti (es. decreti che dispongono il giudizio, note di notificazione) siano inseriti o siano allegati al ricorso; in mancanza, prevale l'inammissibilità indipendentemente dal merito della censura.
  • Se si contesta la mancata notifica di un avviso per udienza di ricusazione, raccolta e documentazione preventiva (certificati di notifica, copia del decreto di rinvio) sono essenziali per ottenere l'annullamento o la rinnovazione dell'atto.

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