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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31912/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso ex art. 625-bis c.p.p. per errore di fatto: il ricorrente, tramite difensore, deduce che la Corte di cassazione avrebbe commesso un errore percettivo ritenendo inidoneo il certificato medico trasmesso a comprovare il legittimo impedimento a comparire. La difesa sostiene che, essendo il ricorrente detenuto, la certificazione inviata dall'amministrazione penitenziaria fosse l'unico documento disponibile e che la Corte di appello avesse invece ritenuto la trasmissione del certificato come una implicita rinuncia a comparire; si censura quindi la diversa valutazione della Corte di cassazione

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Motivo: la censura è manifestamente infondata perché la Corte di cassazione ha esaminato il certificato e ha rilevato testualmente che in esso "non è dedotta la patologia né attestata l'assoluta impossibilità a presenziare all'udienza", evidenziando l'assenza dei presupposti per ritenere legittimo l'impedimento. L'asserito "errore percettivo" è in realtà una valutazione di merito fondata su fatti correttamente percepiti e quindi non sindacabile con il ricorso per errore di fatto. Per tali ragioni il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende per i profili di colpa che hanno determinato l'inammissibilità

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Consente il ricorso straordinario per errore di fatto diretto a correggere un errore percettivo; tuttavia è inammissibile quando l'errore denunciato ha natura valutativa o si innesta su un sostrato fattuale correttamente percepito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente che, in caso di ricorso manifestamente infondato e per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente sia condannato al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. U, n. 18651 del 26/03/2015 - Moroni; Sez. 6, n. 28424 del 23/06/2022 - Spadini; Corte Cost. 13/6/2000, n. 186)

    Principio consolidato: il ricorso per errore di fatto è inammissibile quando l'errore denunciato sia valutativo e non un errore di percezione dei fatti; la Corte richiama tali precedenti per delimitare l'ambito di ammissibilità del rimedio

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto non può essere usato per chiedere una diversa valutazione delle risultanze di merito già correttamente percepite: è inammissibile se l'errore denunciato è di natura valutativa
  • Un certificato medico è idoneo a comprovare un legittimo impedimento solo se descrive in modo chiaro la patologia e attesta l'assoluta impossibilità a comparire; una mera trasmissione del certificato non vale automaticamente come prova di impedimento
  • La condizione di detenuto non rende automaticamente più probante un certificato trasmesso dall'amministrazione penitenziaria: conta il contenuto e la specificità della certificazione
  • La Corte di cassazione valuta la correttezza formale e sostanziale degli atti e può dichiarare inammissibile il ricorso quando la critica si limiti a chiedere una rivalutazione dei fatti
  • In caso di ricorso manifestamente infondato o presentato con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente può essere condannato alle spese e ad una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Guidance pratica: prima di proporre un ricorso per errore di fatto verificare che l'errore sia realmente percettivo (es. documenti inequivocabili non considerati) e non una diversa valutazione delle stesse prove; curare il contenuto delle certificazioni (specifica patologia e impossibilità assoluta) e allegare eventuali documenti amministrativi a corredo se si è detenuti

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