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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29941/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso del Procuratore mirava a censurare l'ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo del 27/12/2022 che, in relazione al capo di corruzione, aveva escluso l'utilizzabilità delle intercettazioni ritenute dal Gip come 'corpo del reato' e, per il capo relativo alla falsità ideologica, aveva sostituito la misura cautelare in corso (divieto di dimora) con la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio della carica pubblica di sindaco per 12 mesi. Il PM deduceva: a) vizio di motivazione sulla esclusione delle intercettazioni, sostenendo che, secondo i principi della sentenza Floris, quelle conversazioni dimostrano il carattere corruttivo e costituiscono corpo del reato; b) illegittimità della misura interdittiva sostitutiva perché l'art. 289 c.p.p. vieta l'applicazione della sospensione per chi ricopre uffici per diretta investitura popolare (quale il sindaco).

La decisione

La Corte, rilevato che il difensore aveva depositato copia dell'ordinanza con cui il Gip di Palermo il 28/12/2022 aveva revocato la misura interdittiva applicata dal Tribunale del riesame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha inoltre osservato che è illegittima l'applicazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio nei confronti di persona che ricopre un ufficio elettivo per diretta investitura popolare (art. 289 c.p.p.), conformandosi alla giurisprudenza (Cavalieri). Tuttavia il vizio relativo al divieto di applicazione della misura interdittiva è stato comunque superato dalla revoca intervenuta; pertanto il ricorso del PM non è stato esaminato nel merito e è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 289 cod. proc. pen.

    agli "uffici ricoperti per diretta investitura popolare"

    Il comma terzo vieta l'applicazione della misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio per chi svolge una carica elettiva di diretta investitura popolare (es. sindaco); il divieto opera sia nella fase genetica sia in caso di sostituzione di altra misura coercitiva

  • Sentenza Sezioni Unite n. 23697 del 26/06/2014 (Floris)

    Principi sulla qualificazione delle intercettazioni come 'corpo del reato': perché le conversazioni intercettate siano considerate nucleo costitutivo del reato occorre che costituiscano, nel loro complesso, l'essenza della condotta criminosa e non meri frammenti o prove parziali

  • Sez. 6, n. 10940 del 15/02/2017 (Cavalieri)

    è illegittima l'applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio o servizio nei confronti di persona che ricopre un ufficio elettivo per diretta investitura popolare, stante il divieto previsto dall'art. 289, comma terzo, cod. proc. pen.

    Giurisprudenza che afferma il divieto di applicare la sospensione interdittiva al sindaco e che tale divieto è efficace anche quando la misura interdittiva sostituisce altra misura coercitiva; annulla senza rinvio le ordinanze che applicano tale misura illegittima

Massime di principio

  • La misura interdittiva della sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio non può essere applicata a chi ricopre una carica elettiva ottenuta per diretta investitura popolare (es. sindaco): ogni provvedimento in tal senso è illegittimo.
  • Le intercettazioni possono costituire il "corpo del reato" solo se, nel loro complesso, rappresentano l'essenza della condotta criminosa; conversazioni sparse su più giornate e frammentarie difficilmente raggiungono tale requisito e vanno valutate con attenzione.
  • La sostituzione di una misura cautelare con una interdittiva deve rispettare i divieti e i limiti previsti dalla legge (art. 289 c.p.p.) e dalla giurisprudenza: non è possibile aggirare il divieto sostituendo una misura con una sospensione illegittima.
  • Se la misura cautelare oggetto di impugnazione è stata revocata prima dell'esame del ricorso, il ricorso del PM può risultare inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse a procedere.
  • Nelle valutazioni cautelari è necessario bilanciare proporzionalità e congruità della misura rispetto al capo di imputazione provvisorio: misure piu' afflittive vanno adeguatamente motivate in rapporto alla gravità indiziaria e alle esigenze cautelari concrete.

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