Cassazione Penale, Sentenza n. 08108/2026 del 02/03/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione era diretto avverso l'ordinanza del GIP che aveva rigettato l'opposizione al decreto del Pubblico Ministero che aveva respinto la richiesta di sequestro del veicolo Audi RS7 locato a un terzo e rimasto danneggiato e abbandonato dopo una lite in un kartodromo. La difesa ha articolato tre motivi: 1) violazione del diritto di difesa per decisione de plano del GIP senza fissazione di udienza camerale ex art. 127 c.p.p.; 2) vizio di motivazione per mancata considerazione della decorrenza del termine per il compimento delle indagini e dell'assenza di richiesta di proroga, nonostante il GIP avesse invocato la necessità di ulteriori accertamenti; 3) vizio di motivazione perché il rigetto avrebbe ritenuto indimostrata l'indispensabilità del veicolo senza considerare che il sequestro deve rispondere a esigenze investigative e non a quelle del titolare.
La decisione
Successivamente al dissequestro e alla restituzione del veicolo al proprietario, la difesa ha formalmente rinunciato al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per rinuncia valida, ritenendo che il difensore avesse potere implicito di rinunciare; ha inoltre stabilito che la declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse non comporta la condanna alle spese processuali né al versamento della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha motivato la decisione richiamando orientamenti di legittimità che considerano la perdita di interesse, intervenuta per mutata situazione procedurale o di fatto, non equivalente a soccombenza.
Norme richiamate
Individua le ipotesi di motivi di ricorso per cassazione; nella sentenza sono richiamati i punti di accesso al giudizio di legittimità (lett. b e e) rispetto ai motivi dedotti dal ricorrente).
Regola l'opposizione al decreto di sequestro e i relativi termini e presupposti; il ricorrente censurava l'erronea applicazione di tale norma da parte del GIP nel decidere l'opposizione.
Disciplina l'udienza camerale per le questioni urgenti e per le opposizioni a provvedimenti cautelari; il ricorrente lamentava la mancata fissazione dell'udienza e la decisione de plano.
Prevede le conseguenze in caso di rigetto dell'impugnazione in materia cautelare; la Corte ha precisato che la declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non comporta le sanzioni previste dall'art. 616 quando la perdita di interesse non è riconducibile a soccombenza.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso per cassazione effettuata validamente dal difensore, quando il procuratore ha ricevuto procura speciale, rende il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza d'interesse dovuta a fatti intervenuti nel corso della procedura (es. dissequestro e restituzione del bene) esclude, in linea interpretativa consolidata, la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria, poiché non costituisce ipotesi di soccombenza.
- Il potere di rinunciare al gravame è considerato implicitamente conferito al difensore dotato di procura speciale per proporre l'impugnazione, salvo diversa espressa limitazione.
- Nel merito, le censure rispetto alla procedura de plano o alla mancata valutazione della scadenza del termine per le indagini devono essere valorizzate tempestivamente: se l'interesse alla decisione viene meno per cause sopravvenute, tali censure possono diventare teoriche e non produrre conseguenze pratiche.
- La valutazione dell'indispensabilità del bene per le indagini rimane un accertamento del giudice della libertà; tuttavia, se il bene viene restituito e le esigenze investigative si sono esaurite, la relativa impugnazione perde efficacia pratica.
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