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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23170/2022 del 14/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società impugnava il rigetto dell'istanza di revoca del decreto di vendita all'asta dell'imbarcazione "Force Blue" soggetta a sequestro ai fini di confisca ex art. 301 T.U.L.D.. Autumn Sailing sosteneva che la vendita fosse ingiustificata perché la società aveva garantito una provvista e rilasciato una dichiarazione di manleva per eventuali responsabilità precontrattuali; inoltre aveva collaborato con l'amministratore giudiziario e riteneva che la ridotta attività di charter per la pandemia avesse creato uno squilibrio gestionale non imputabile alla società. La società chiedeva la revoca del decreto di vendita come mezzo più rapido per eliminare il pregiudizio derivante dalla misura.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Tra il deposito del ricorso e la decisione, la vicenda di merito si era infatti conclusa con sentenza della Corte d'appello di Genova del 26 gennaio 2022, divenuta irrevocabile il 22 aprile 2022, con l'assoluzione definitiva di tutti gli imputati, la revoca della confisca del natante e la disposizione di restituzione. Di conseguenza l'accoglimento del ricorso non avrebbe procurato alcun beneficio concreto alla ricorrente; la Corte inoltre osserva che, se la società volesse ottenere ristoro per la vendita a terzi, potrebbe esperire rimedi di altra natura in sede giurisdizionale. La declaratoria d'inammissibilità è stata pronunciata senza addebito di colpa alla ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 322-bis c.p.p.

    La norma consente il sindacato cautelare su provvedimenti che costituiscono modifiche essenziali del vincolo cautelare; la Terza Sezione aveva ritenuto che il decreto di vendita potesse essere oggetto di impugnazione ai sensi di tale articolo, in quanto non atto di ordinaria amministrazione

  • art. 301 T.U.L.D.

    Norma indicata come base del sequestro in funzione di confisca dell'imbarcazione; il procedimento di vendita era stato disposto in ragione del vincolo cautelare fondato su questa norma

  • Sez. U, Sentenza n. 6624 del 27/10/2011 (Marinaj)

    Richiamata per il principio secondo cui l'interesse ad impugnare nel processo penale è di natura utilitaristica: l'impugnazione deve mirare a rimuovere conseguenze pregiudizievoli concrete; se tali conseguenze vengono meno per eventi sopravvenuti, viene meno anche l'interesse

  • Corte Cost., sentenza n. 186/2000

    Richiamata per precisare che la declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse, se non imputabile a colpa del ricorrente, non comporta un addebito di responsabilità a suo carico

Massime di principio

  • Se, durante il giudizio, sopravvengono eventi che eliminano l'effetto pregiudizievole del provvedimento impugnato (es. revoca della confisca e assoluzione definitiva), il ricorso penale può risultare inammissibile per carenza di interesse, poiché l'interesse ad impugnare in sede penale è essenzialmente utilitaristico.
  • Il decreto di vendita di un bene sottoposto a sequestro può costituire una modificazione essenziale del vincolo cautelare e pertanto essere sindacato ai sensi dell'art. 322-bis c.p.p.; tuttavia l'impugnazione deve essere esercitata nei modi e nei termini appropriati: non è sempre lecita la modalità surrettizia di proporre istanze di revoca per eludere termini di impugnazione diretta.
  • La proposizione di una istanza di revoca non sostituisce automaticamente l'impugnazione diretta di un decreto dispositivo: atti nuovi (nova) introdotti tardivamente in appello possono essere ritenuti inammissibili se non coerenti con l'originario oggetto devoluto al giudice.
  • La vendita a terzi del bene in sé non determina automaticamente il mantenimento dell'interesse a impugnare in sede penale: se la vicenda processuale conclude con provvedimenti che eliminano la causa della lesione (es. revoca della confisca), l'impugnazione può diventare priva di efficacia pratica e quindi inammissibile.
  • Quando il bene è già stato alienato, chi ritiene di aver subito un danno patrimoniale può valutare rimedi alternativi (es. azioni civili o altre azioni di responsabilità) per ottenere ristoro, oltre o in luogo dell'impugnazione penale.
  • La declaratoria di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse, se non imputabile a colpa del ricorrente, non comporta sanzioni o addebiti nei confronti dello stesso.

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