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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8113/2025 del 27/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP di Latina per i reati di ricettazione e porto illegale di armi (una pistola semiautomatica cal. 7,65 e un revolver calibro 38). Hanno articolato due motivi: 1) incompetenza per territorio del Tribunale di Latina, sostenendo che la competenza avrebbe dovuto radicarsi nel Tribunale di Velletri (art. 8, comma 3 c.p.p. e criteri suppletivi), atteso che il porto illegale sarebbe iniziato a Velletri; 2) piena censura sulla ritenuta provenienza delittuosa delle armi, contestando la credibilità e la vaghezza delle dichiarazioni del presunto legittimo detentore Zingaretti Valentino

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Primo, ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché il rilievo prospettato in cassazione non corrispondeva al motivo sollevato davanti al Tribunale del riesame (violazione del principio di corrispondenza dei motivi). In subordine e comunque sul merito, ha confermato che la competenza territoriale è del Tribunale di Latina: essendo ignoto il luogo di consumazione della ricettazione (reato più grave), si è fatto riferimento al reato connesso di porto illegale di armi; inoltre il porto è reato permanente e si consuma nel luogo in cui cessa la permanenza del porto (nel caso, Terracina, luogo del sequestro), radicando la competenza a Latina. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto infondata la critica alla valutazione delle dichiarazioni di Zingaretti, giudicate attendibili; ha richiamato che per la ricettazione non è necessario l'accertamento giudiziale del reato presupposto e che il giudice può avvalersi di prove logiche. Sono stati condannati i ricorrenti al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 8, comma 3, codice di procedura penale

    Richiamato dalla difesa per individuare il luogo della consumazione; la Corte ha osservato che per i reati connessi occorre applicare i criteri oggettivi e, se non individuabili, i criteri suppletivi. Nel caso specifico il criterio di cui all'art. 8 non portava a spostare la competenza su Velletri

  • art. 9, comma 2, codice di procedura penale

    Criterio suppletivo invocato in primo grado (luogo di residenza degli indagati). Il Tribunale del riesame aveva ritenuto che tale criterio non trovasse applicazione avendo prevalso il luogo di consumazione del reato connesso more grave

  • art. 16, comma 1, codice di procedura penale

    Richiama la regola sulla competenza per territorio nei reati connessi: la Cassazione ha applicato la giurisprudenza che stabilisce come individuare il giudice competente quando i reati sono connessi

  • artt. 2, 4 e 7 legge 865/1967 (o richiamate norme sulla materia delle armi)

    Richiamate nella contestazione inerente il porto illegale di armi; la Corte ha applicato il principio che il reato di porto in luogo pubblico è permanente e si consuma quando cessa la permanenza del porto

Massime di principio

  • Nei reati connessi la competenza per territorio si determina applicando prima le regole oggettive (art. 8 e 9 c.p.p.); se non è possibile identificare il luogo della consumazione del reato piu grave, si considera il luogo di consumazione del reato connesso successivamente piu grave
  • Il motivo di ricorso in Cassazione deve corrispondere ai motivi effettivamente sollevati nei gradi antecedenti; nuove questioni non sollevate prima possono determinare l'inammissibilità
  • Per i reati di porto illegale di armi in luogo pubblico si tratta di reato permanente: la consumazione si realizza nel luogo in cui cessa la permanenza del porto (luogo del sequestro può essere quello rilevante per la competenza)
  • Per la configurabilità della ricettazione non è necessario che il reato presupposto sia già accertato giudizialmente; il giudice può fondare la propria valutazione su prove logiche e su dichiarazioni ritenute attendibili
  • La credibilità delle dichiarazioni del legittimo detentore dell'arma può essere sufficiente a fondare i gravi indizi di colpevolezza, salvo che emergano elementi concreti a smentirle

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