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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10997/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Lecce del 26.6.2019 che aveva confermato la condanna per rapina aggravata a carico di Giuseppe Margiotta. Il ricorso deduceva: (i) nullità del giudizio d'appello per mancata nomina del difensore d'ufficio dopo il decesso del difensore di fiducia (violazione degli artt. 97 e 179 c.p.p., richiamando altresì l'art. 178 lett. c)); (ii) manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione, sostenendo che gli elementi usati per la condanna potevano essere interpretati diversamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la nomina del difensore d'ufficio ai sensi dell'art. 97, comma 4, c.p.p. (ovvero la nomina pronta e reperibile in udienza) determini nullità ai sensi dell'art. 178, lett. c). Ha inoltre osservato che il decesso del difensore di fiducia rileva quale presupposto per la nomina o per la richiesta di termine ma la Corte ha avuto contezza della cancellazione dall'albo e la sostituzione è avvenuta. Sul secondo motivo ha ritenuto la censura inammissibile perché si sostanzializza in una mera richiesta di riconsiderazione dei fatti e della valutazione probatoria, materia non sindacabile in questa sede di legittimità salvo profili di illogicità manifesta della motivazione, che qui non sussistono. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 97 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che la nomina di un difensore d'ufficio prontamente reperibile ai sensi del comma 4 sia valida e non determini automaticamente una nullità processuale; il decesso del difensore di fiducia costituisce presupposto per la nomina o per la concessione di un termine solo se il giudice ne ha avuta effettiva conoscenza

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come norma di garanzia sulla presenza del difensore; la Corte non ha accolto la tesi che la sua violazione abbia comportato nullità rilevante per la Cassazione nel caso concreto

  • art. 178 cod. proc. pen.

    La Corte ha escluso che la diversa persona nominata d'ufficio integri una nullità ai sensi dell'art. 178, lett. c), quando la nomina sia stata effettuata secondo le esigenze di reperibilità e senza pregiudizio effettivo al contraddittorio

  • art. 548 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto alla notificazione dell'avviso di deposito della motivazione: il Giudice dell'Esecuzione aveva ritenuto la sentenza non esecutiva per mancata regolare notificazione dell'avviso a difensore effettivamente in carica, ma la Cassazione ha valutato la questione alla luce della effettiva conoscenza e della nomina del difensore d'ufficio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente alla Corte di condannare il ricorrente al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile; applicata per liquidare Euro 3.000

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Richiamata in riferimento alla disciplina degli errori materiali o di fatto in sede di legittimità; la Corte osserva i limiti del sindacato di legittimità su questioni istruttorie e fattuali

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Riferimento alla limitazione del sindacato di legittimità sulle questioni di fatto e alla natura del controllo sulla motivazione del giudice di merito

  • art. 670 cod. proc. pen.

    Richiamato negli atti prodotti dal ricorrente per documentare la cancellazione dall'albo del difensore deceduto; usato per comprovare le date utili ai fini della ricostruzione processuale

Massime di principio

  • La morte del difensore di fiducia durante il processo non produce automaticamente la nullità del giudizio: rileva se e quando il giudice ne abbia avuta effettiva conoscenza e se sia stata adottata tempestivamente una soluzione (nomina di difensore d'ufficio o concessione di termine).
  • La nomina di un difensore d'ufficio prontamente reperibile ai sensi dell'art. 97 c.p.p. non determina automaticamente nullità ai sensi dell'art. 178 lett. c) se non è dimostrato un concreto pregiudizio al contraddittorio.
  • In Cassazione non è consentito chiedere una riedizione dei fatti o una diversa valutazione probatoria: le censure che si riducono a un'alternativa ricostruzione dei fatti sono inammissibili; il controllo è limitato alla 'resistenza' logica e all'esistenza della motivazione.
  • La mancata o irregolare notificazione dell'avviso di deposito della motivazione può incidere sull'esecutività della sentenza, ma la sua incidenza va valutata caso per caso alla luce della conoscenza effettiva delle parti e della nomina di sostituti.
  • Ricorsi ritenuti infondati o inammissibili comportano condanne alle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., possibili somme alla Cassa delle Ammende; dunque valutare attentamente l'ammissibilità e la rilevanza delle censure prima di proporre ricorso.

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