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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26492/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva in parte riformato le pronunce di primo grado in un procedimento per associazioni e traffici di stupefacenti (capo A, L ed altri capi). I ricorrenti lamentavano, a seconda delle posizioni: vizi di motivazione e travisamento probatorio (inesatte valutazioni delle intercettazioni, insufficienza dei gravi indizi), violazioni di legge penale e processuale (artt. 110, 192, 546 c.p.p. e correlati), mutamento del fatto rispetto alla contestazione, ne bis in idem/continuità, errata qualificazione e applicazione di aggravanti (art. 80 d.P.R. 309/90; art. 74, comma 3), errori nella determinazione della pena e nel calcolo degli aumenti per continuazione, mancato riconoscimento/prevalenza delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), carenze procedurali specifiche (mancata traduzione in lingua nota all'imputato della sentenza e del decreto di citazione per l'appello), richieste di annullamento o rimessione per varie irregolarità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi tranne quello di Nuhu Denis. Per quest'ultimo ha disposto l'annullamento della sentenza di appello con rinvio in relazione alla mancata traduzione della sentenza in lingua nota all'imputato; per gli altri ricorrenti il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le censure prospettavano una diversa valutazione dei fatti o non erano idonee a dimostrare vizi di diritto tali da giustificare la cassazione. La Corte ha confermato i principi: non è consentita in Cassazione la riconsiderazione dei fatti quando la motivazione di merito è coerente; le sentenze irrevocabili possono essere assunte come elementi di prova (art. 238-bis c.p.p.) ma non determinano automatismi; la partecipazione ad associazione di traffico di stupefacenti è reato a forma libera e può essere provata anche da contributi non direttamente riconducibili ai reati-fine; la quantificazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito salvo arbitrarietà manifesta; la mancata traduzione di atti essenziali in lingua nota all'imputato integra causa di nullità e può motivare annullamento.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Regola il libero convincimento motivato del giudice e l'obbligo di valutare le prove nel loro insieme; la Corte ha richiamato che la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione dei fatti se la motivazione è coerente e priva di manifesta illogicità

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    Le sentenze irrevocabili possono essere acquisite come prova del fatto in esse accertato e valutate ai sensi degli artt. 187 e 192 c.p.p.; la Corte ha precisato che tali sentenze non producono effetti automatici ma costituiscono elementi di prova da valutare insieme ad altri riscontri

  • art. 74 d.P.R. 309/90

    Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ribadisce che la partecipazione è reato a forma libera e che contributi anche 'collaterali' e familiari possono integrare partecipazione stabile all'organizzazione

  • art. 73 d.P.R. 309/90

    Norma sui reati fine di traffico di stupefacenti; la Corte segnala che la commissione dei reati-fine non è necessaria per la configurabilità del reato associativo

  • art. 80 d.P.R. 309/90

    Aggravante per l'ingente quantità di stupefacente; la Corte conferma che l'aggravante può essere riconosciuta anche in assenza di perizia tossicologica quando il complessivo compendio probatorio consente di ritenere superata la soglia

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina della continuazione; la Corte ricorda la funzione di coordinamento degli effetti sanzionatori e diffe renzia tra continuazione e ne bis in idem: la continuazione non impedisce che reati distinti in tempo e persone non costituiscano fatto identico ai fini del giudicato

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanze attenuanti generiche; la Corte ribadisce che il riconoscimento e la prevalenza rispetto alle aggravanti rientrano nel giudizio discrezionale del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per arbitrarietà manifesta

  • art. 521 e art. 522 cod. proc. pen.

    Norme sulla mutatio facti e sulla necessità di trasmettere gli atti al P.M. quando la sentenza muta radicalmente il fatto; la Corte ha precisato che la specificazione di modalità di partecipazione coerenti con la contestazione non integra mutamento tale da pregiudicare la difesa

  • art. 143 cod. proc. pen.; artt. 601 e 429 cod. proc. pen.

    Norme sulla lingua e la traduzione degli atti: la Corte ha accolto che la mancata traduzione della sentenza e del decreto di citazione in lingua nota all'imputato può integrare nullità rilevante e ha disposto annullamento per mancata traduzione nel caso di Nuhu

  • art. 133 e 132 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena e scelta del giudice: la Corte conferma la rilevanza della discrezionalità motivata del giudice di merito nella dosimetria della pena

Massime di principio

  • La Cassazione non rivede i fatti quando la motivazione di merito è coerente e priva di manifesta illogicità: i ricorsi che propongono mera diversa lettura delle prove sono inammissibili
  • La partecipazione ad associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti è reato a forma libera: contributi anche di natura 'familiare' o 'logistica' possono integrare la partecipazione se rivelano adesione stabile al programma criminoso
  • Le sentenze irrevocabili possono essere acquisite come elementi di prova (art. 238-bis c.p.p.) ma non comportano automatismi decisori: il giudice deve valutarle insieme ad altri riscontri esterni
  • L'aggravante dell'ingente quantità può essere riconosciuta anche senza perizia tossicologica quando il complessivo quadro probatorio supera il 'valore-soglia' indicato dalla giurisprudenza
  • La determinazione della pena e la valutazione della prevalenza tra attenuanti e aggravanti restano nell'alveo della discrezionalità motivata del giudice di merito e sono sindacabili in cassazione solo per manifesta illogicità o arbitrio
  • La mancata traduzione in lingua nota all'imputato di atti essenziali (decreto di citazione per appello, sentenza) è una irregolarità grave che può determinare nullità e annullamento della sentenza; va tempestivamente eccepita

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