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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43879/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che, ai fini del diniego del permesso premio, aveva ritenuto sussistente l'impossibilità di collaborazione con la giustizia (art. 4‑bis Ord. pen.), sulla base di incertezze emerse nelle sentenze di merito: ruolo non del tutto chiarito del concorrente Sebastiano Sciuto nell'omicidio Benfatto, mancata individuazione del movente per gli omicidi Benfatto e Leocata e mancato ritrovamento delle armi, nonché presunta persistenza di collegamenti del ricorrente con il clan

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza e rimettendo la causa al Tribunale di sorveglianza per nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che: (i) la valutazione sull'impossibilità di collaborazione debba essere circoscritta ai fatti oggetto della sentenza irrevocabile; (ii) il parametro di giudizio è quello previsto dall'art. 58‑ter, comma 1, cioè la capacità della collaborazione di fornire elementi concreti utili per evitare ulteriori conseguenze delittuose o per aiutare le autorità nelle indagini; (iii) le incertezze sul movente e il mancato rinvenimento delle armi non hanno impedito l'identificazione e la condanna degli autori e quindi non sono di per sé ostative alla possibilità di collaborazione; (iv) la verifica dell'eventuale persistenza di collegamenti con la criminalità organizzata è questione distinta, da valutare nella delibazione principale sul permesso premio e non nell'accertamento incidentale sull'impossibilità di collaborazione. Per questi motivi è disposto il rinvio per nuovo esame

Norme richiamate

  • art. 4‑bis Ord. pen.

    L'accertamento dell'impossibilità di collaborare deve limitarsi alle circostanze di fatto riferite nella sentenza irrevocabile; non può estendersi a condotte non contestate o già scontate, che attengono invece all'istituto della collaborazione effettiva (art. 58‑ter)

  • art. 58‑ter Ord. pen.

    Definisce la 'collaborazione effettiva' come quella in grado di evitare ulteriori sviluppi dell'attività delittuosa o di aiutare concretamente polizia e autorità giudiziaria nella raccolta di elementi decisivi per ricostruire i fatti e individuare gli autori; tale parametro va applicato anche per valutare l'eventuale utilità della collaborazione del singolo detenuto

  • Sez. 1, n. 2203 del 14/11/2017 (Balde)

    Giurisprudenza che conferma il parametro di valutazione tratto dall'art. 58‑ter, comma 1, come misura della concreta utilità della collaborazione

  • Sez. 1, n. 48717 del 17/09/2019 (Caterino)

    Precisazione giurisprudenziale secondo cui l'accertamento incidentale sull'impossibilità di collaborazione non comprende la valutazione sull'assenza di attualità di collegamenti con la criminalità organizzata, che va compiuta nella delibazione principale

Massime di principio

  • La valutazione dell'impossibilità di collaborazione ai sensi dell'art. 4‑bis deve essere limitata ai fatti e alle imputazioni oggetto della sentenza irrevocabile; non è legittimo estenderla a condotte non contestate o già decadute
  • Il criterio rilevante è la concretezza dell'apporto informativo: la collaborazione è ostativa solo se il detenuto non può fornire informazioni idonee a evitare ulteriori reati o a facilitare l'attività investigativa (parametro di art. 58‑ter, comma 1)
  • L'assenza di accertamento di un movente o il mancato ritrovamento di armi non determinano automaticamente l'impossibilità di collaborazione se, in sede di cognizione, è stata comunque raggiunta l'identificazione e la condanna degli autori
  • La valutazione circa l'attualità di collegamenti con organizzazioni criminali è distinta dall'accertamento sull'impossibilità di collaborazione e deve essere compiuta nella decisione definitiva sul beneficio penitenziario
  • In casi analoghi il giudice deve procedere in modo stringente: circoscrivere l'esame ai fatti del giudicato, verificare se il singolo detenuto possiede conoscenze concretamente utili secondo l'art. 58‑ter e rimandare ogni accertamento sulla persistenza di collegamenti mafiosi alla delibazione principale sul beneficio

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