Cassazione Penale, Sentenza n. 51797/2023 del 29/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere applicata in vista della consegna alla Repubblica Federale di Germania (mandato di arresto europeo per reati ambientali e riciclaggio di 473,6 t di mercurio). Il ricorrente deduceva l'assenza di motivazione su elementi idonei ad escludere il pericolo di fuga (presunta disponibilità di domicilio in Italia, lontananza temporale dei fatti) e la mancata considerazione di misure cautelari alternative (arresti domiciliari con controllo elettronico), denunciando violazione del principio di proporzionalità e di diritti costituzionali/CEDU.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso censurasse il contenuto della motivazione (vizio della motivazione) e non la mancanza formale della stessa, mentre nei procedimenti di consegna il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge. La Corte ha trovato che l'ordinanza impugnata era adeguatamente motivata richiamando fattori idonei a dimostrare il pericolo di fuga: incapacità di parlare italiano, assenza di documenti d'identità italiani, mancanza di lavoro, gravità del reato con collegamenti transnazionali e lungo periodo di latitanza. Esito: ricorso inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma (P.Q.M. indica 3.000 euro) alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Disciplina la procedura di consegna nel mandato di arresto europeo; in combinato con l'art. 719 c.p.p. limita il ricorso per cassazione ai soli casi di violazione di legge per i provvedimenti in materia di libertà personale adottati nella procedura di consegna.
Stabilisce la limitazione del sindacato della Cassazione sui provvedimenti cautelari adottati nella procedura di consegna, ammettendo il ricorso per sola violazione di legge.
artt. 274 lett. b) e 275 commi 1, 3 e 3-bis cod. proc. pen.
Norme sulla motivazione delle misure cautelari e sui presupposti del pericolo di fuga; richiamate dal ricorrente per sostenere carenze motivazionali e la mancata valutazione di alternative alla custodia.
art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e), cod. proc. pen.
Distinzione tra vizio di violazione di legge (lett. b) e vizio della motivazione (lett. e); la Corte ha osservato che la mera censura del contenuto motivazionale costituisce in genere un vizio della motivazione non sindacabile nella presente sede se non sussiste omissione o motivazione del tutto apparente.
artt. 3, 24, 111, 117 Cost.
Richiamate dal ricorrente per profili costituzionali (diritto alla difesa, ragionevole durata del processo, coordinamento con diritto UE); la Corte non ha ritenuto che da tali censure emergesse una violazione di legge nel senso rilevante per la cassazione nella procedura di consegna.
art. 5 CEDU
Richiamato come parametro di rispetto della libertà personale; la Corte ha ritenuto che la valutazione proporzionalità/pericolo di fuga fosse conforme e adeguatamente motivata, senza comportamento incompatibile con l'articolo.
Norma che disciplina la condanna alle spese e alla rifusione di somme in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e di una somma a titolo di ammenda.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Previsione procedurale per gli adempimenti della cancelleria relativi all'esecuzione della sentenza (esecuzione delle somme dovute, comunicazioni).
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti alla disamina in cassazione; procedimento e limiti di estensione dei motivi dedotti, richiamato nella fase di ammissione del ricorso.
Massime di principio
- Nella procedura di consegna basata su mandato di arresto europeo il ricorso per cassazione è ammissibile solo per violazione di legge: le censure che riguardano il contenuto della motivazione (valutazioni di fatto o valutazioni di ponderazione tra esigenze cautelari) sono frequentemente inammissibili se non si deduce una mancanza formale o una motivazione del tutto apparente.
- Per valutare il pericolo di fuga nel contesto della consegna la giurisprudenza prende in considerazione fattori concreti quali: lingua, documenti di identità nello Stato ospitante, occupazione, legami personali/territoriali, gravità e natura transnazionale del reato e cronologia del procedimento (eventuale periodo in cui il soggetto si è sottratto al processo). Tali elementi, se adeguatamente indicati, giustificano la custodia in carcere.
- La mera prospettazione di misure alternative (es. arresti domiciliari con controllo elettronico) non è sufficiente: occorre dimostrare che tali misure siano concretamente idonee a neutralizzare il rischio di fuga e che il giudice non le abbia valutate correttamente; in mancanza, la decisione di mantenere la custodia è generalmente rispettata.
- Chi impugna deve mirare a mostrare vizi di diritto chiari (omessa motivazione formale, contraddittorietà palese, violazione di norme procedurali o di diritti fondamentali in termini di legge) per rendere il ricorso ammissibile nella fase di cassazione in materia di consegna.
- Nei contesti transnazionali la condizione di 'non residente' o l'assenza di documenti dello Stato ospitante rappresentano elementi particolarmente rilevanti a favore del giudizio di pericolo di fuga e giustificano un trattamento cautelare più rigoroso, tenuto conto del rischio di appoggi internazionali.
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