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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33617/2025 del 10/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Roma che lo aveva ritenuto responsabile del reato contestato. Con il primo motivo deduceva vizi del giudizio di responsabilità, ma la Corte di cassazione rileva che la doglianza si limitava a riproporre in modo pedissequo le censure già formulate in appello, senza una critica specifica e argomentata della motivazione di merito. In particolare, la sentenza impugnata aveva ritenuto provata la consapevolezza della provenienza illecita del bene valorizzando l'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta e, in concreto, il rinvenimento del motociclo nella camera da letto dell'imputato. Con il secondo motivo lamentava l'eccessività della pena, censurando la graduazione sanzionatoria; la Corte osserva che la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e che, nel caso concreto, la Corte territoriale aveva fatto riferimento alla capacità a delinquere desunta dai precedenti penali.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non deducibile in sede di legittimità perché generico e meramente reiterativo delle doglianze di appello, già disattese con motivazione ritenuta congrua; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato perché la misura della pena è rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito entro i criteri degli artt. 132 e 133 c.p. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.

    Richiamato quale parametro generale per la graduazione della pena da parte del giudice di merito.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato quale criterio per la valutazione della congruità della pena in relazione alla gravità del fatto e alla capacità a delinquere dell'imputato.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è scrutinabile un motivo di ricorso che si risolva nella mera riproposizione delle censure già dedotte in appello, senza una specifica e argomentata confutazione della motivazione della sentenza impugnata.
  • L'elemento soggettivo della ricettazione può essere desunto anche dall'omessa o non attendibile indicazione della provenienza del bene, circostanza che può rivelare la volontà di occultamento e quindi la consapevolezza della provenienza illecita.
  • Il rinvenimento del bene nella disponibilità materiale dell'imputato, se valorizzato insieme ad altri elementi sintomatici, può costituire indice logico della consapevolezza dell'origine illecita della cosa ricevuta.
  • La determinazione della pena, compresa la fissazione della pena base e l'apprezzamento degli aumenti o diminuzioni per circostanze, rientra nella discrezionalità del giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo per manifesta illogicità o violazione dei criteri legali di commisurazione.
  • Il riferimento ai precedenti penali e alla capacità a delinquere dell'imputato costituisce un criterio legittimo di valutazione ai fini della commisurazione della pena.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioniPena e commisurazione
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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