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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44834/2023 del 07/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Roma del 20/05/2022 che, riformando il Tribunale, aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti di Burzachechi Tullio per concorso in tentata truffa, ritenendo che la querela proposta nell'interesse di Unicredit S.p.A. fosse stata sporta da soggetto privo del potere rappresentativo. Il ricorso per cassazione deduce nullità ex art. 606 lett. b) cod. proc. pen. e errata applicazione di norme, in particolare dell'art. 337, comma terzo, c.p.p., chiedendo di considerare che il potere rappresentativo risultava dal verbale di ricezione della querela e dalla qualifica di quadro direttivo della dott.ssa Fiorio e da procura notarile del 21/12/2012.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha stabilito che, nell'ambito di enti complessi come banche, la facoltà di proporre querela spetta anche a soggetti che, per ruoli e organizzazione interna, sono obbligati a vigilare sulle attività e a tutelare il patrimonio (es. responsabili di agenzia/distretti). Nel caso concreto la dott.ssa Fiorio, quale responsabile dell'area Ottaviano che comprendeva l'agenzia dove sono avvenuti i fatti, aveva il potere rappresentativo e poteva validamente sporgere querela. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente agli effetti civili e rinviata al giudice civile competente per valore in grado di appello; la Corte ha inoltre rimesso la liquidazione delle spese tra le parti per questo grado di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Il motivo di nullità ex art. 606 lett. b) è stato sollevato dal ricorrente e la Corte lo ha ritenuto fondato nella parte in cui ha evidenziato errori della motivazione della Corte d'Appello relativi alla qualificazione del potere di proporre querela

  • art. 337, comma terzo, c.p.p.

    La norma è stata richiamata in ordine alla legittimazione a proporre querela da parte della persona che rappresenta l'ente: la Corte ha interpretato che, nelle articolazioni aziendali complesse, la facoltà può spettare non solo al rappresentante legale ma anche a chi, per ruolo e organizzazione interna, ha il potere/obbligo di vigilare sulle operazioni e tutelare il patrimonio aziendale

  • Sez. 2, n. 25134 del 07/03/2023 (Rv. 284631 - 01)

    Precedente richiamato che riconosce la facoltà di proporre querela a un vice direttore di filiale responsabile delle operazioni concluse con terzi, anche se non abbia personalmente trattato la pratica contestata; è stato applicato come criterio di riferimento nel caso in esame

Massime di principio

  • In enti complessi (banche, grandi società) la legittimazione a proporre querela può spettare anche a responsabili di agenzia o di area che abbiano il dovere/ potere di vigilanza e tutela del patrimonio, non solo al legale rappresentante
  • Non è necessario che il soggetto che propone la querela abbia trattato personalmente la pratica oggetto di reato: è sufficiente che, per ruolo o delega, sia venuto a conoscenza dei fatti e abbia competenza a tutelare l'ente
  • La prova del potere di rappresentanza può risultare da organigrammi, qualifiche interne, verbali (es. verbale di ricezione della querela), procure o atti notarili: il giudice deve valutare o acquisire tali documenti prima di dichiarare la carenza di legittimazione
  • Se il giudice di merito omette di accertare o acquisire la documentazione rilevante sulla rappresentanza, la decisione può essere annullata dalla Cassazione con rinvio, spesso limitatamente agli effetti civili
  • In sede di impugnazione la Cassazione applica precedenti e principi sulla legittimazione processuale degli enti e delle loro articolazioni intermedie, e può riconoscere la fondatezza del ricorso quando la motivazione del giudice d'appello sia illogica o carente rispetto agli elementi probatori disponibili

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