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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35407/2023 del 22/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Pero è stato giudicato per il reato di evasione per essersi allontanato, senza giustificato motivo, dall'abitazione mentre era agli arresti domiciliari (fatto del 28/10/2017). Il Tribunale di Bari, con rito abbreviato, lo aveva condannato a 8 mesi (30/10/2017). La Corte d'appello di Bari ha confermato la condanna e le spese (sentenza 11/03/2022). Il difensore ha impugnato sostenendo difetto di motivazione rispetto alla mancata assoluzione per carenza del dolo e alla mancata concessione delle attenuanti generiche; ha inoltre denunciato che la Corte non avrebbe valutato delle conclusioni scritte inviate via PEC l'8 marzo (deposito tardivo secondo la Corte). La difesa ha argomentato che l'allontanamento era di modesta distanza e breve durata e che l'imputato sarebbe stato sorpreso vicino all'abitazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che le conclusioni inviate via PEC erano tardive rispetto al termine previsto dalla disciplina emergenziale (trasmissione entro il quinto giorno antecedente l'udienza) e che il ricorso non specificava il contenuto delle conclusioni ritenute ignorate. Sostiene inoltre che la Corte territoriale ha motivato adeguatamente la condanna: l'imputato è stato sorpreso su una strada interpoderale (non pertinenza dell'abitazione), vi è stata segnalazione da parte di una congiunta che lo aveva incontrato venti minuti prima mentre era alla guida e chiedeva un prestito, e la condotta ha implicato uso di autovettura. La negazione delle attenuanti generiche è stata ritenuta congruamente motivata con valutazione complessiva degli elementi oggettivi e soggettivi. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; il difensore ha invocato il vizio di motivazione per omessa o insufficiente valutazione di elementi decisivi.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamata in combinato disposto con la lett. e) per censurare violazioni di norme processuali e carenza di motivazione sugli elementi probatori.

  • art. 546, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Norma richiamata tra quelle cui il ricorrente ha fatto riferimento nel censurare vizi di motivazione (rilevante per il rito abbreviato e la valutazione delle prove).

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma processuale citata nel contesto delle censure di violazione di rito e motivazione (valutazione delle prove).

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai criteri di motivazione della sentenza di appello e del giudizio di responsabilità.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 28/10/2020 conv. in legge n. 176/2020

    Norma emergenziale che ha consentito la trattazione scritta del ricorso (procedura prevista per il periodo emergenziale).

  • art. 23-bis, comma 2, d.l. n. 137 del 28/10/2020

    le conclusioni scritte del difensore debbono essere trasmesse entro il quinto giorno antecedente l'udienza

    La Corte ha ritenuto tardiva la PEC difensiva perché inviata oltre il termine dei cinque giorni antecedenti l'udienza; pertanto non è stato riconosciuto obbligo di valutazione dell'allegato tardivo.

  • art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Disciplina la nullità generale per lesione del diritto di intervento dell'imputato; la giurisprudenza richiede che le conclusioni PEC abbiano contenuto autonomo argomentativo per integrare la forma di nullità.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente soccombente; applicata dalla Corte alla parte appellante.

  • giurisprudenza: Sez. 6, n. 44424 del 2022 (Rv. 284004 - 01)

    Principio affermato che l'omessa valutazione di conclusioni inviate via PEC integra nullità generale solo se le conclusioni hanno contenuto autonomo e rilevante sul piano difensivo; conclusioni meramente apparenti non determinano invalidità.

Massime di principio

  • La semplice breve distanza dall'abitazione non esclude automaticamente il reato di evasione: rileva se il soggetto si trova in luogo riconducibile alla pertinenza della casa o su area estranea; l'uso di un'autovettura e la condotta documentata (es. richiesta di denaro, guida) possono rafforzare la valutazione del dolo.
  • Le conclusioni scritte inviate via PEC nel periodo emergenziale devono essere depositate entro il termine previsto (in genere entro il quinto giorno antecedente l'udienza); se tardive, il giudice non è obbligato a valutarle e la mancata valutazione non costituisce automaticamente vizio se non provato contenuto autonomo e rilevante.
  • Per censurare la motivazione in Cassazione è necessario confrontarsi puntualmente con i passaggi motivazionali della sentenza impugnata: deduzioni generiche o non specificate sul contenuto delle conclusioni non sono idonee a fondare il ricorso.
  • Il diniego delle attenuanti generiche richiede che la Corte motivi sulla valutazione complessiva dei profili oggettivi e soggettivi; la valutazione negativa è legittima se ben documentata e coerente con i fatti (es. recidiva, gravità della condotta, modalità).
  • In procedura abbreviata e in sede di appello la motivazione deve essere sufficiente e coerente: la Cassazione sindaca la logicità e la completezza della motivazione, non la valutazione sovrabbondante degli elementi di fatto già esaminati dal giudice di merito.

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