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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19854/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale relativo al sequestro preventivo della somma di euro 9.666,00 operato nei confronti di Akon Anamul Hoque, indagato per il reato di cui all'art. 11 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74. Il GIP di Roma aveva convalidato il sequestro ma dichiarato la propria incompetenza per territorio in favore del Tribunale di Velletri; il GIP di Velletri, dopo aver replicato la medesima misura su richiesta del PM, ha sollevato conflitto sostenendo che i fatti (commessi nell'area dell'aeroporto di Ciampino) ricadono nella competenza del Tribunale di Roma.

La decisione

La Corte ha dichiarato il conflitto insussistente: ha ritenuto che la tempestiva rinnovazione del sequestro preventivo da parte del GIP di Velletri abbia avuto effetto definitorio sul procedimento cautelare, escludendo lo stallo e quindi l'esistenza del conflitto. Gli atti sono stati restituiti al GIP di Velletri e la misura cautelare rinnovata mantiene efficacia. La decisione si è conformata alla soluzione delle Sezioni Unite (udienza del 15/01/2026) che ha stabilito che "Il conflitto negativo di competenza non sussiste e la misura tempestivamente rinnovata ex art. 27 cod. proc. pen. mantiene la sua efficacia".

Norme richiamate

  • art. 11 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma penale contestata (fattispecie tributaria) che costituisce il titolo di accusa a fondamento del sequestro preventivo.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Prevede che la misura adottata dal giudice che si dichiara incompetente cessi di avere effetto se il giudice indicato non provvede entro venti giorni; nella pronuncia è interpretato nel senso che la tempestiva rinnovazione della misura da parte del giudice indicato evita lo stallo e conserva l'efficacia cautelare.

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Regola la ricusazione della cognizione da parte del giudice; alternativa procedurale che il giudice indicato può adottare se intende non assumere la cognizione al posto della rinnovazione della misura.

  • Sezioni Unite, udienza 15/01/2026 (massima)

    Il conflitto negativo di competenza non sussiste e la misura tempestivamente rinnovata ex art. 27 cod. proc. pen. mantiene la sua efficacia

    Decisione di legittimità che risolve il contrasto giurisprudenziale: la rinnovazione tempestiva della misura cautelare esclude il conflitto negativo di competenza e preserva l'efficacia della misura.

Massime di principio

  • Se il giudice indicato ai sensi dell'art. 27 c.p.p. rinnova tempestivamente la misura cautelare, tale rinnovazione ha effetto definitorio e impedisce la formazione di un conflitto negativo di competenza.
  • Il giudice indicato che non intende assumere la cognizione dovrebbe ricusare la cognizione ai sensi dell'art. 28 c.p.p.; altrimenti, l'adozione della misura cautelare equivale ad assumere la cognizione e rende infondata la successiva sollevazione di conflitto.
  • La mera dichiarazione di incompetenza del primo giudice non produce uno stallo automatico se il giudice indicato provvede entro i termini a misure cautelari; per evitare incertezze, il procedimento cautelare va seguito con tempestività.
  • In dispute territoriali (es. aree aeroportuali con confini comunali o circoscrizionali ambigui) la determinazione della competenza non esclude l'applicazione dell'art. 27: la regola sulla rinnovazione tempestiva tutela la continuità del procedimento cautelare.
  • Per il pubblico ministero: se un giudice si dichiara incompetente e trasmette gli atti, è opportuno chiedere subito la rinnovazione della misura al giudice indicato entro il termine previsto per non rischiare la perdita o la contestazione di efficacia della misura.

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